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Sud Sudan. I missionari: «Servono viveri per i profughi»

Paolo M. Alfieri venerdì 5 maggio 2017

Sfollati in un campo alle porte della capitale sudsudanese Juba (Ansa/Ap)

Una situazione sempre più drammatica, con i combattenti che ormai passano di casa in casa razziando tutto quello che trovano, per poi cercare di rivendere la refurtiva nei campi profughi dell’Uganda. Il Sud Sudan, come testimoniato all’agenzia Sir da frate Erich Fischnaller, missionario di origini altoatesine che da anni opera nel Paese africano, è sull’orlo dell’abisso. Il riaccendersi del conflitto interno ha reso impraticabile la zona di Lomin, quella in cui frate Erich aveva la sua missione, che è stata saccheggiata.

Lo stesso frate Fischnaller è stato costretto a scappare verso l’Uganda. “La situazione a Lomin è peggiorata – racconta il missionario - ho chiesto di poter entrare nella regione per portare via alcuni materiali rimasti nella missione, ma mi è stato proibito, almeno per le prossime due settimane. L’intera zona di Lomin, infatti, è terreno di battaglia tra le forze governative e i ribelli, che vogliono impedire all’esercito di raggiungere i campi profughi in Uganda”. Tra il materiale in vendita nei campi profughi, frate Erich è riuscito a rintracciare un’Ape e dei generatori di corrente che appartenevano alla missione.

Frate Erich racconta di aver impiegato nei giorni scorsi i fondi inviati dall’Alto Adige per acquistare viveri per gli stessi profughi, che al momento non ricevono alcun aiuto. Con una generosa donazione, fatta pervenire al religioso attraverso l’ufficio missionario diocesano da parte del vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser, il missionario riferisce di aver ha acquistato “1.600 sacchi di farina da 5 chili ciascuno, 600 sacchi di fagioli da 5 chili, mille chili di zucchero e 200 chili di sale”.