Mondo

Aleppo. Siria, ucciso Safouh Al-Mosleh, operatore Caritas

venerdì 10 aprile 2015

Le bombe non fanno distinzioni. Martedì scorso è morto Safouh Al-Mosleh, membro del Comitato centrale di Caritas Siria, rappresentante della comunità greco-cattolica (nella foto). È stato ucciso da una bomba da mortaio caduta nel suo appartamento a Farhat Square, ad Aleppo, zona simbolo della cristianità dove ci sono tre cattedrali: greco-cattolica, armena e maronita. La Caritas Italiana, nel rinnovare il suo sostegno alla Caritas siriana, esprime il suo dolore per questa morte ed esprime solidarietà e vicinanza a monsignor Audo, vescovo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, e a tutti gli operatori della Caritas di Aleppo che si prodigano per fare sentire la presenza della Chiesa di Cristo a chi soffre. La situazione peggiora di giorno in giorno Complessivamente la situazione nel nord della Siria sta peggiorando di giorno in giorno, soprattutto dopo che le milizie jihadiste, alla fine di marzo hanno preso la città di Idlib. La città si trova nella parte nord-ovest della Siria, non lontana dalla strada strategica che collega Aleppo a Damasco. La situazione ad Aleppo, attualmente, è altamente pericolosa in quanto si trova tra due distretti che sono sotto il controllo del Califfato (Isis o Is) e del Fronte Al-Nosra che fa capo ad al-Qaeda. Da giorni che Aleppo è isolata dal resto del mondo. Sono interrotte comunicazioni e rete elettrica e negli ultimi giorni la situazione è terribilmente peggiorata con l’escalation delle bombe da mortaio che stanno colpendo la città tutti i giorni.