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Medio Oriente. Siria, ucciso gesuita. Un uomo di pace

lunedì 7 aprile 2014
Il gesuita olandese Frans Van der Lugt, in Siria dal 1964, è stato ucciso questa mattina a Homs. Alcuni uomini armati lo hanno prelevato dalla sua comunità, lo hanno picchiato e gli hanno poi sparato due colpi di pistola alla testa. La notizia - riportata dal sito di Popoli, la testata missionaria della Compagnia di Gesù - è stata confermata dal Superiore dei gesuiti del Medio Oriente e dalla Curia generalizia di Roma. Durante i tre anni di guerra civile, Van der Lugt aveva sempre rifiutato di lasciare il quartiere di Bustan al-Diwan, a Homs, roccaforte dei ribelli e assediato dalle forze lealiste. Lì si era adoperato per aiutare la popolazione civile, senza distinzioni religiose o etniche.Era rimasto l'ultimo missionario e l'ultimo europeo ad Homs.Alcune settimane fa, un suo appello su YouTube per rompere l'assedio aveva fatto il giro della rete. La notizia è stata diffusa oggi da alcune agenzie e poi confermata dall'assistente del Provinciale dei gesuiti del Medio Oriente. Non si conoscono altri dettagli sull'uccisione, né l'identità degli assassini."Muore un uomo di pace, che con grande coraggio ha voluto rimanere fedele in unasituazione estremamente rischiosa e difficile a quel popolo siriano a cui aveva dedicato da lungo tempo la sua vita e il suo servizio spirituale". È quanto afferma il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Frans van der Lugt era da tempo l'unico europeo rimasto nella martoriata città siriana assediata dalle truppe del regime di Bashar al Assad. "Dove il popolo muore, muoiono con lui anche i suoi fedeli pastori", sottolinea Lombardi, anch'egli gesuita."In questo momento di grande dolore - aggiunge - esprimiamo la nostra partecipazione nella preghiera, ma anche grande gratitudine e fierezza per avere avuto un confratello così vicino ai più sofferenti nella testimonianza dell'amore di Gesù fino alla fine".