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Siria. Palmira, l'Is distrugge 2 antichi mausolei

martedì 23 giugno 2015
I miliziani del gruppo Stato islamico hanno cominciato a distruggere i mausolei della città monumentale di Palmira, in Siria. È quanto riferiscono alcuni fonti locali, citando gli stessi jihadisti. Il gruppo terrorista è entrato nell'antica città a fine maggio e finora non si erano diffuse notizie di distruzioni. I primi scempi dell'Is nell'antica città di Palmira sarebbero stati commessi su due antichi mausolei islamici. Secondo quanto riferito dall'attivista Sham Samer Homsi, presente nella regione di Homs, si tratta dei mausolei di Mohamed ben Ali e di Abu Baha Edin. Entrambi si trovano al di fuori del sito delle rovine greco-romane iscritte al Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. Il primo in una zona montuosa a nord est della moderna città di Palmira, il secondo nell'oasi di Guta. In entrambi i casi i miliziani hanno usato degli esplosivi. Intanto, l'Osservatorio siriano per i diritti umani segnala che i jihadisti hanno distrutto completamente un mausoleo per "eliminare gli emblemi politeisti". La notte scorsa l'Is ha cominciato a pubblicare sul web alcune immagini che mostrano le prime distruzioni nell'antica città siriana di Palmira. Una di queste mostra due uomini armati che trasportano esplosivi. Un'altra l'esplosione di uno dei mausolei. Ieri le autorità siriane hanno riferito che i miliziani dello Stato islamico avevano collocato degli esplosivi in diverse parti della città.Nel II secolo d.C. Palmira fu uno dei centri culturali più importanti del mondo antico e snodo centrale sul percorso della via della Seta. Fino al mese di marzo 2011, prima del conflitto, le sue rovine erano uno dei principali siti turistici del Paese e della regione. A maggio, la città è caduta nelle mani dei terroristi.In un video diffuso il 26 maggio si mostrava che la città antica e le sue rovine non avevano subito alcun danno. Ma nei mesi scorsi l'Is ha già demolito con le ruspe alcuni siti archeologici di grande valore storico, tra cui le rovine di Nimrud e di Hatra, a loro volta iscritte, come Palmira, nel Patrimonio Unesco dell'umanità.