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MEDIO ORIENTE. Siria, «cinque morti negli scontri» Appello della Croce Rossa per i feriti

venerdì 10 giugno 2011
Sarebbero cinque in tutto i morti in Siria rimasti vittime degli spari delle forze di sicurezza sui manifestanti. Lo rende noto l'attivista dell'Osservatorio dei Diritti Umani, Rami Abdel Rahman. Immagini di brutali pestaggi in Siria di persone inermi e con le mani legate da parte di militari sonostate trasmesse oggi dalla tv satellitare del Qatar Al Jazira, che non precisa però dove sono stati girati i video, che in parte sono pixelati, nè quando. In uno si vede un uomo, che si intuisce anziano dai capelli bianchi, mentre viene ripetutamente picchiato da militari in quello che pare un campo, mentre li implora di risparmiarlo. In un'altra serie di immagini, girata apparentemente in uncortile, o comunque uno spazio aperto fra edifici, si vedono un ufficiale e quattro o cinque soldati che si accaniscono contro almeno tre uomini sdraiati a terra e con le mani legate dietro la schiena. Oggi l'esercito siriano è intervenuto a Jisr al-Shughur "su richiesta dei residenti" con l'obiettivo di colpire le "bande armate" e "ristabilire la sicurezza" nella città. Lo ha annunciato la tv di Stato siriana. Attivisti per i diritti umani hanno rivelato che al posizionamento dei militari nella zona gran parte dei 50.000 abitanti sono fuggiti verso la vicina Turchia. Nei giorni scorsi il governo di Damasco aveva annunciato 120 morti fra le forze di sicurezza negli scontri.LA CROCE ROSSA: LASCIATECI RAGGIUNGERE I FERITIIl Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha lanciato oggi a Ginevra un pressante appello per un  accesso immediato in Siria a tutte le persone colpite dalle violenze, comprese le persone arrestate o detenute. L'appello è stato lanciato a Ginevra dallo stesso presidente del Cicr, Jacob Kellenberger che si è detto disposto a recrasi personalmente in Siria per parlare con le autorità di Damasco: "nonostante le ripetute richieste alle autorità siriane, non ci è stato concesso un  vero accesso. Siamo determinati ad aiutare le persone colpite dalla violenza. E siamo determinati a visitare le persone detenute ", ha detto il presidente  Kellenberger.  "Un'assistenza umanitaria vitale deve raggiungere al più presto le persone più vulnerabili".   Centinaia di persone sono state uccise o ferite e migliaia sono detenute o arrestate dopo lo scoppio delle proteste contro il regime  e la violenta repressione. Oggi il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, ha affermato che la durissima repressione in Siria solleva dubbi sulla legittimità del presidente Bashar al-Assad. "Il sacrificio di vite innocenti in Siria dovrebbe essere un problema e una preoccupazione per tutti", ha affermato il capo del Pentagono a Bruxelles, "e se Assad abbia la legittimità per governare il Paese è una domanda che tutti si dovrebbero porre".Un ministro turco ha reso noto che il numero di profughi siriani in Turchia al momento è di circa 2.800 e che le porte del Paese resteranno aperte alle persone in fuga dalla repressione del regime siriano.  "Sono 2.800 in tutto", ha detto il ministro della Giustizia, Sadullah Ergin, parlando a giornalisti all'ingresso della tendopoli di Yayladagi nel sudovest della Turchia. Il ministro ha precisato che circa 50 rifugiati sono ricoverati in ospedale. "La Turchia continuerà a fornire aiuto umanitario", ha detto ancora Ergin confermando che "le nostre porte sono sempre aperte", ribadendo un concetto espresso nei giorni scorsi dal premier turco Recep Tayyim Erdogan.