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Parigi. Sei mesi dopo restano le polemiche

DANIELE ZAPPALÀ sabato 14 maggio 2016
PARIGI Sei mesi dopo i 130 morti delle stragi del 13 novembre, fra cui la ricercatrice ventottenne veneziana Valeria Solesin, Parigi si prepara all’inizio degli Europei di calcio (10 giugno) fra apprensione e speranze. Lo stato d’emergenza è stato espressamente prolungato per meglio proteggere l’evento, tanto più dopo il ritrovamento di prove di progetti jihadisti contro gli Europei. L’attuale dispiegamento per il Festival di Cannes è considerato come un test generale. Nei primi quattro mesi dell’anno, le inchieste dell’antiterrorismo hanno portato a 101 arresti, ha detto ieri il ministro socialista dell’Interno Bernard Cazeneuve, sottolineando pure che 15 piani di attentati sul territorio nazionale sono stati sventati dal 2013. Nelle stesse ore, il Parisien ha sostenuto in- vece che l’intelligence francese aveva compreso il pericolo specifico rappresentato dal terrorista belga-marocchino Abdelhamid Abaaoud, il “cervello” presunto degli attentati, ucciso poi in un maxi-blitz di polizia il 18 novembre, nella banlieue Nord. Ma nonostante il sostegno dei servizi segreti di altri Paesi amici, compresi gli Stati Uniti, due operazioni specifiche condotte nel 2015, ad Atene e in Siria, non avevano dato risultati. Intanto, l’associazione “Generazione Bataclan” si batte per erigere un monumento memoriale proprio davanti alla sala concerti divenuta l’epicentro dell’orrore, ma il Comune di Parigi non ha ancora espressamente autorizzato l’operazione. Sul piano economico, gli Europei sono molto attesi a Parigi anche dagli addetti al settore turistico, che accusa ancora fortemente le conseguenze degli attentati, con un calo dei visitatori soprattutto asiatici. © RIPRODUZIONE RISERVATA L’omaggio al Bataclan (Ap)