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FRANCIA. Presunti finanziamenti illeciti, al via l'inchiesta su Sarkozy

Daniele Zappalà mercoledì 7 luglio 2010
Il caso Bettencourt ha preso ieri ancor più le sembianze di un uragano lanciato pericolosamente contro l’esecutivo neogollista francese. In mattinata, si è appreso che la Procura di Nanterre ha aperto un’inchiesta preliminare per far luce sulle pesanti accuse contro il mondo politico lanciate dall’ex contabile della famiglia Bettencourt, Claire Thibout: la stessa donna già pronta a sottoscrivere davanti alla polizia e alla stampa che gli eredi dell’impero L’Oréal favorirono nel 2007 l’ascesa di Nicolas Sarkozy versando illecitamente mazzette direttamente nelle mani di Eric Woerth, attuale ministro del Lavoro e da anni tesoriere del partito neogollista (Ump). Il clamore per la nuova svolta giudiziaria si stava ancora propagando, quando Le Monde ha sparato un altro colpo di cannone, sostenendo che gli inquirenti non sarebbero più solo in possesso di semplici verbali d’interrogatorio. Secondo il quotidiano, sono già stati sequestrati anche i registri contabili in cui l’ex dipendente dei Bettencourt trascriveva tutte le operazioni di cassa della famiglia: comprese quelle dirette, sempre secondo le accuse circolate nei giorni scorsi, a finanziare la politica e in particolare l’ultima campagna presidenziale neogollista. Sarebbe già stata scovata anche la traccia informatica del presunto trasferimento bancario di 50mila euro, risalente al marzo 2007, al centro da martedì di una montagna di speculazioni di ogni tipo. Il trasferimento avrebbe coperto un terzo della tangente di 150 mila euro consegnata a Woerth.  Per il momento, la principale ipotesi di reato in esame è quella di finanziamento illecito dei partiti e dei candidati alle elezioni. Per le donazioni da parte di privati alle formazioni politiche e ai singoli politici, infatti, la legge francese prevede tetti massimi annuali equivalenti rispettivamente a 7.500 e 4.600 euro. Ma accanto a questo scenario penale prevalente, il caso Bettencourt appare come un intrigo fra alta finanza e politica dai tanti tentacoli scandalosi.La parola d’ordine del presidente ai propri collaboratori, trapelata in giornata dalla seduta settimanale del consiglio dei ministri, consiste nel «mantenere il sangue freddo». Dopo le numerose sollecitazioni giunte anche dal centrodestra, Sarkozy ha deciso di esprimersi pubblicamente il 13 luglio, giorno in cui il governo avallerà il progetto di riforma sulle pensioni e in cui si voterà in Parlamento sulla legge anti-burqa. Da parte sua, il premier François Fillon ha escluso ieri categoricamente dei rimpasti in tempi rapidi.Woerth, rimasto tesoriere dell’Ump nonostante i successivi incarichi ministeriali alla guida del Bilancio e del Lavoro, è presentato dai suoi accusatori come una sorta di “parafulmine” finanziario dell’Eliseo, oltre che come il tramite fra il partito neogollista e la famiglia Bettencourt. Accanto ai tanti risvolti ancora da appurare, a pesare in ogni caso come macigni sull’immagine del ministro, sono pure diversi fatti avverati. A cominciare dal lauto incarico (oltre 200 mila euro di remunerazione annua) che i Bettencourt avevano offerto a Madame Woerth, entrata nel giro dei gestori della smisurata eredità della donna più ricca di Francia.Deciso a non cedere, il ministro ha querelato ieri «ignoti» per calunnia. Mentre in parallelo, si moltiplicano le azioni giudiziarie verso i media all’origine delle rivelazioni, pronti anch’essi in certi casi a contrattaccare per via penale.Come se le sorprese e gli enigmi non bastassero, si sono intanto anche perse le tracce di Madame Thibout, la supertestimone cercata ieri invano dalla Procura di Nanterre, impegnata in un’attività investigativa divenuta in poche ore tumultuosa.