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UN PAESE AL BIVIO. Aumenti a salari e pensioni: L'Egitto cerca di sedare la piazza

martedì 8 febbraio 2011
La rivolta popolare in Egitto entra nella terza settimana e il braccio di ferro tra il regime di Hosni Mubarak e gli oppositori non accenna a placarsi: le dimostrazioni continuano nonostante le concessioni del governo. Perchè la protesta non perda la spinta propulsiva, il Movimento 6 aprile, promotore della prima gigantesca manifestazione, il 25 gennaio, ha convocato per oggi due manifestazioni, una a piazza Tahrir, un'altra dinanzi alla televisione di Stato egiziana, al Cairo. E intanto, il regime continua a fare nuove concessioni. Lunedì l'esecutivo ha approvato un piano per aumentare gli stipendi del settore statale del 15 per cento a partire da aprile e si è impegnato a spendere 6,5 miliardi di sterline egiziane (940 milioni di dollari) per aumentare le pensioni. Oggi il vicepresidente Omar Suleiman ha annunciato che sono pronti "un piano e un calendario per la transizione pacifica".L'uomo che è stato a lungo capo dell'intelligence di Mubarak e ha finora guidato i colloqui con i gruppi di opposizione, fra cui i Fratelli Musulmani, ha incontrato Mubarak per informarlo del primo round del dialogo nazionale, i colloqui di domenica scorsa. "Il presidente si compiace di questo dialogo nazionale e ha confermato che stiamo mettendo in piedi il giusto percorso per uscire dalla crisi attuale", ha aggiunto Suleiman, promettendo che le violenze nei confronti dei manifestanti finiranno: "Il presidente ha sottolineato che i giovani dell'Egitto meritano l'apprezzamento della nazione ed emanato una direttiva per prevenire che vengano perseguitati, molestati o privati della libertà di espressione".Suleiman ha anche reso noto che Mubarak ha nominato una commissione per emendare la Costituzione e così rispondere alle richieste delle forze politiche. Già domenica il vicepresidente aveva annunciato la creazione di questa commissione, insieme ad altre misure come l'ampliamento della libertà di stampa e la liberazione dei prigionieri 'di coscienzà. Insomma, per sopravvivere, il regime prova a prendere tempo. La dimostrazione odierna sarà una prova della capacità della piazza di mantenere la pressione sul governo del Rais. Il rilascio del manager di Google, Wael Ghoneim, uno dei volti simbolo della protesta nata sul web, dopo due settimane (in cui - ha detto - è stato tenuto bendato in una prigione di sicurezza) può galvanizzare la protesta.Ghoneim, capo della sezione marketing di Google per il Medio Oriente e il Nordafrica, era scomparso dal 28 gennaio. "Io non sono un simbolo, un eroe o qualcosa di simile: ma ciò che è successo a me è un crimine", ha detto il giovane dopo la sua liberazione. "Dobbiamo abbattere questo sistema basato sul non poter parlare".