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INFANZIA. Stop alle adozioni dagli Usa, Putin pronto a firmare legge

giovedì 27 dicembre 2012
​Una volta approvato un nuovo programma federale di sostegno agli orfani russi, Mosca potrebbe interrompere del tutto le adozioni dall'estero. È quanto ha suggerito oggi l'ombudsman russo per l'infanzia Pavel Astakhov, poco dopo che il presidente Vladimir Putin si è detto pronto a firmare la controversa "legge anti-Magnitsky" con la quale si vieta a cittadini statunitensi la possibilità di adottare bambini russi. "Saremo pronti a interrompere le adozioni dopo l'adozione dei programmi federali e la firma del decreto presidenziale a sostegno degli orfani", ha detto Astakhov, riferendosi al documento all'esame del capo del Cremlino, insieme alla discussa legge anti-Magnitsy. In un incontro con il Consiglio di Stato oggi, Putin ha detto di "non vedere alcuna ragione per non firmare" la proposta, già approvata da Duma e Consiglio della Federazione e che ora aspetta solo il suo via libera per diventare legge. Durante la conferenza stampa del 20 dicembre a Mosca, Vladimir Vladimirovich si era già detto favorevole al provvedimento e aveva insistito sulla necessità di favorire le "adozioni domestiche", da parte di coppie russe. Astakhov ha detto di aver già inviato alla presidenza un rapporto dettagliato, in cui si spiega l'opportunità di interrompere qualsiasi adozione dall'estero. Entro sette anni, a suo dire, potrebbero essere chiusi la maggior parte degli orfanotrofi (noti come 'internat'), lasciando aperti solo quelli "specializzati". I detrattori della legge hanno messo in evidenza che in questo modo si penalizzano soprattutto i bambini malati, di solito adottati di più dalle famiglie straniere che da quelle russe. Niente di più falso per Astakhov. Secondo cifre ufficiali del 2011 - ha dichiarato l'ombudsman - ad adottare bambini con problemi di salute sono più le famiglie russe: 1.075 orfani-invalidi adottati, contro i 176 dati a coppie straniere. L'ombudsman ha poi rivendicato la legittimità "non solo umanitaria, ma anche legale" del bando delle adozioni, ritenuto un diritto di ogni Stato.Anche detta 'legge Dima Yakolev' (dal nome del bambino russo morto in auto, nel 2008, in seguito a una distrazione del padre adottivo americano, poi assolto dall'accusa di omicidio colposo), la proposta di leggeè la risposta di Mosca al cosiddetto Magnitsky Act con cui Washington ha preso misure contro i funzionari russi implicati nella morte in carcere del giovane avvocato, Serghei Magnitsky, nel 2009. "Non si tratta di 'misure di risposta' - ha spiegato Astakhov - ma della nuova realtà della Russia, che ora può contare sulle sue forze e sostenere la famiglia". La proposta di legge ha spaccato l'opinione pubblica russa e diviso anche il governo. Contro il documento si sono espressi il vice premier Arkady Dvorkovich, il ministro dell'Istruzione Dmitry Livanov e un fedelissimo di Putin come il capo della diplomazia russa Serghei Lavrov.