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La crisi. Putin riconosce il Donbass: «L'Ucraina è parte della storia russa»

Redazione Internet lunedì 21 febbraio 2022

Il presidente russo ha deciso di riconoscere immediatamente l'indipendenza delle repubbliche separatiste ucraine di Lugansk e Dontesk e lo ha fatto firmando al Cremlino, in diretta tv, il riconoscimento con i leader delle due entità del Donbass

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato in diretta televisiva, dopo un discorso alla nazione, il decreto con cui la Russia riconosce l'indipendenza dall'Ucraina delle repubbliche separatiste del Donbass. La decisione era stata anticipata, poco prima del discorso in tv, al cancelliere tedesco Olaf Scholz e al presidente francese Emmanuel Macron i quali, fa sapere il Cremlino, si sono detti "delusi".

Il discorso di Putin in tv: "L'Ucraina è parte della nostra storia"

Nel discorso televisivo alla nazione, durato oltre un'ora, Putin ha detto: "La situazione in Donbass è diventata critica, acuta". "E oggi mi rivolgo a voi direttamente per non solo valutare cosa sta succedendo, ma anche per informarvi sulle decisioni che si stanno prendendo, su possibili ulteriori passi su questo tema".

"L'Ucraina è stata creata da Lenin, è stato il suo creatore e il suo architetto" ha argomentato il presidente russo. "Lenin aveva un interesse particolare anche per il Donbass". "L'Ucraina non è un Paese confinante, ma parte integrante della nostra storia, cultura, spazio spirituale" ha aggiunto. "Sono nostri compagni, spesso gli ucraini stessi si considerano parte della Russia, siamo uniti da sempre".

"Minacce permanenti sono arrivate dalle autorità ucraine per quanto riguarda l'energia. Continuavano a ricattarci sulle forniture energetiche e sono questi gli strumenti che hanno utilizzato nelle trattative con l'occidente".

I leader ucraini, ha detto Putin, "non sono stati in grado di stabilire uno stato stabile", il che ha portato alla loro dipendenza da Paesi stranieri come gli Stati Uniti. "L'Ucraina non ha mai avuto una tradizione di vera nazione", ha aggiunto. L'Ucraina è governata da "potenze straniere", da "oligarchi che hanno cercato di dividerla dalla Russia".

"In Ucraina le armi occidentali sono arrivate con un flusso continuo, ci sono esercitazioni militari regolari nell'ovest dell'Ucraina, l'obiettivo è colpire la Russia" dice Vladimir Putin parlando alla nazione. "Le truppe della Nato stanno prendendo parte a queste esercitazioni, almeno 10 sono in corso, e i contingenti Nato in Ucraina potrebbero crescere rapidamente", ha aggiunto Putin, aggiungendo che i "sistemi di comando delle truppe ucraine sono già integrati con la Nato e l'Alleanza ha iniziato a sfruttare il territorio ucraino" con infrastrutture missilistiche.

La firma del decreto in televisione con i leader ribelli

Al termine del suo lungo discorso, Putin ha firmato il decreto di riconoscimento delle due repubbliche separatiste dell'Est ucraino, Donetsk e Lugansk, alla presenza dei due leader ribelli.

"La leadership ucraina dice costantemente che non vuole applicare pienamente gli Accordi di Minsk", ha detto poco prima, "a loro non interessa una soluzione pacifica del conflitto e continuano a colpire i civili nel Donbass". E ha detto che "aumentano atteggiamenti neo-nazisti" da parte dell'Ucraina: "Non cambia l'atteggiamento aggressivo e nazionalista del regime ucraino che non vede che soluzione col sangue del conflitto". "Per quanto la Russia deve sopportare?", si è chiesto con tono retorico. Di qui la conclusione: è "necessario" riconoscere Donetsk e Lugansk.

«L'Ue reagirà con unità, fermezza e determinazione». Le sanzioni

"Il riconoscimento dei due territori separatisti in Ucraina è una lampante violazione del diritto internazionale, dell'integrità territoriale ucraina e degli accordi di Minsk. L'Ue e i suoi partner reagiranno con unità, fermezza e determinazione" scrive in un tweet il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Poco dopo, l'annuncio che la Ue reagirà "con sanzioni dirette nei confronti di chi è coinvolto in quest'azione illegale", cioè di chi ha riconosciuto il Donbass, hanno precisato in una dichiarazione congiunta Michel e la presidente della Commissione, Ursula von del Leyen.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha dichiarato: "La decisione delle autorità russe di riconoscere le cosiddette Repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk è da condannare in quanto contraria agli accordi di Minsk e costituisce un grave ostacolo nella ricerca di una soluzione diplomatica. L'Italia continua a sostenere l'integrità e la piena sovranità dell'Ucraina nei suoi confini internazionalmente riconosciuti". "L'Italia è in costante contatto con i partner europei e atlantici per coordinare la risposta all'annuncio del Presidente della Federazione Russa", ha aggiunto il ministro.

Il presidente francese Macron ha convocato il Consiglio della Difesa per questa sera.

La Cnn ha interrotto la normale programmazione per dare in diretta il messaggio da Mosca di Putin, ma sottolinea come il rappresentante del Cremlino stia parlando nel momento in cui gli "Stati Uniti avvertono che un'invasione potrebbe partire nel giro di ore".

Le sanzioni degli Usa

Durante il discorso di Putin, il presidente americano Joe Biden era in riunione con il suo consiglio per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca. Biden ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo ucraino Zelensky. Il colloquio è durato 35 minuti e al termine la Casa Bianca ha annunciato sanzioni alle Repubbliche separatiste.

Il primo provvedimento che Biden firmerà è "un decreto che vieterà nuovi investimenti, commercio e finanziamenti da parte statunitensi verso, da o nelle cosiddette repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk dell'Ucraina". Inoltre gli Usa, rende noto la Casa Bianca, annunceranno "presto misure aggiuntive legate alla sfacciata violazione degli impegni internazionali della Russia".

Per il premier britannico Boris Johnson, il riconoscimento da parte della Russia delle repubbliche separatiste di Luhansk e Dontetsk è una "violazione" del diritto internazionale e un "ripudio" degli Accordi di Minsk.

L'Onu aveva chiesto di "astenersi" da "qualsiasi decisione unilaterale che mini l'integrità" dell'Ucraina, aveva detto il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric.