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L'assalto. Un altro sacerdote massacrato in Messico

Lucia Capuzzi giovedì 6 luglio 2017

Orrore in Messico. Padre Luiz López Villa, 73 anni, è stato torturato e decapitato nella canonica della chiesa di San Isidro Labrador, nella piccola comunità di Ejidal del Pino, nel municipio di La Paz. Uno dei tanti sobborghi della cintura urbana di Città del Messico, nell’omonimo Stato. Non si conoscono le ragioni del delitto. Alcune fonti parlano di un furto finito male. Nella parrocchia, però, non manca nulla: oltretutto era molto povera: non conteneva oggetti di valore all'interno. Di certo, la zona è preda di una crescente violenza a causa della “conquista del territorio” da parte del narcotraffico che opera in combutta con pezzi corrotti delle istituzioni. I sacerdoti sono spesso vittima dei criminali, perché rifiutano di pagare le estorsioni, richieste dai narcos come dimostrazione di potere. Solo nel 2015 e 2016, ci sono stati 520 casi di pizzo nei confronti dei parroci che, inoltre, spesso i dissuadono i fedeli dal farlo. Quest’anno, in Messico, sono già tre i preti uccisi. Secondo il Centro cattolico multimediale, il Paese è, da sei anni, il periodo dell'Amministrazione del presidente Enrique Pena Nieto, il più pericoloso per svolgere il ministero sacerdotale. Dal 2011, sono stati assassinati 15 preti. Altri 25 sono stati vittime di aggressioni.