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Secondo noi. Il Rosario per la pace in Polonia: benedizione e mai, mai maledizione

Avvenire lunedì 9 ottobre 2017

Non una preghiera contro ma "per", a favore. Della pace, dell’amata nazione polacca, dell’Europa perché non dimentichi il ricco patrimonio di fede e di umanità imparato alla scuola del Vangelo.

C’era un rischio, grande, legato al "Rosario sulle frontiere" di sabato scorso. Il pericolo che un momento come quello che ha unito un popolo ai piedi della Vergine si trasformasse in una prova di forza, di "orgoglio cattolico". Diventasse per così dire un invito a sbarrare le porte a chi professa un credo diverso, soprattutto a "fermare l’islam", visto come sinonimo di rabbia, violenza, terrorismo.

E invece no. I vescovi polacchi, guidando e accompagnando la propria gente, hanno fatto sì che il 7 ottobre chi ha preso in mano la corona del Rosario pronunciasse parole di personale impegno nella costruzione della pace, che è dono di Dio, cemento per edificare la città dell’uomo e legame d’amore tra la terra e il cielo. Non poteva essere diversamente. Benedizione e mai, mai maledizione. Chi si rivolge a Maria parla a una Donna che è Madre di misericordia e di perdono, di tenerezza e di conforto. Che è Signora della pace, non dei muri e delle chiusure.