Mondo

Libia. «Piano per liberare Sirte» Il premier Sarraj frena i miliziani

sabato 30 aprile 2016
TRIPOLI Il premier designato Fayez al Sarraj ha invitato tutti i leader politici e militari a unirsi a un «piano nazionale per liberare Sirte» dal Daesh, sottolineando che la battaglia contro il terrorismo islamico devono vincerla i libici «senza intervento straniero». In questo quadro il consiglio militare di Misurata ha diffuso un documento in cui ha dichiarato fedeltà al premier Sarraj, riconoscendolo come «comandante in capo dell’esercito libico». Intanto il sito di intelligence israeliano Debka ha riferito ieri che il Daesh avrebbe attaccato forze speciali italiane in Libia, causando «morti e feriti», ma dalla Difesa italiana è giunta una netta smentita: la notizia è «priva di ogni fondamento », ha sottolineato il ministero, ribadendo che «non ci sono militari italiani in Libia». Secondo le fonti di Debka File, il convoglio composto da «marine italiani, forze speciali britanniche e truppe libiche era in viaggio dalla città nord-occidentale di Misurata verso la roccaforte del Daesh, Sirte, che si trova a 273 chilometri a sud-est, quando è caduto in un’imboscata e duramente colpito» dai jihadisti del Califfato. Sempre secondo il sito israeliano (che non trova assolutamente conferme), l’attacco sarebbe avvenuto con un’autobomba e successivamente milizie sul terreno avrebbero attaccato i militari dell’autocolonna. L’attacco sarebbe stato «del tutto simile» a quelli che avvengono nella penisola del Sinai.