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Gli standard. . «Più sicurezza? Si bloccherebbero gli scali»

DINO FRAMBATI venerdì 20 maggio 2016
Gli aeroporti europei sono controllatissimi e le norme che regolano la security lo fanno dettagliatamente per garantire la massima sicurezza. «È difficile immaginare un livello maggiore di controllo se non bloccando gli stessi aeroporti». Rosaria Gallo, direttore Regolazione Security Enac, assicurando che le misure di sicurezza applicate negli scali comunitari sono «severissime». «La norma comunitaria – spiega la dirigente Enac – prevede che quando un velivolo arriva da un Paese terzo non comunitario che non dà garanzie di totale sicurezza, deve essere controllato subito dopo lo sbarco dei passeggeri, dallo stesso equipaggio o da soggetti terzi che lavorano in aeroporto, all’interno e all’esterno dell’aereo, per evitare che vengano lasciati oggetti pericolosi. E viene anche controllato tutto il percorso dei passeggerei arrivati da Paesi terzi non sicuri». Il tutto per evitare che possa essere lasciato in qualche punto un oggetto pericoloso. Se invece si tratta di «transito», non c’è controllo, perché non c’è stato sbarco e quindi nulla, per logica, può essere introdotto in aeroporto. La sicurezza, informa ancora la Gallo, “rincorre” le tecniche sempre più sofisticate adottate dai terroristi, e si serve, quindi, di apparecchiature sempre più sofisticate ed adeguate a garantire sicurezza. Tuttavia, nel mondo ci sono ancora molti aeroporti meno sicuri e controllati. In quelli comunitari, il bagaglio che va in stiva è “radiogenato”, passato cioè ai raggi X, dopo essere stato trasportato automaticamente e in tempo reale al Bhs (baggage hold system), sistema di trasporto e smistamento bagagli che rileva anche piccole tracce di esplosivo ed altro potenzialmente pericoloso, provvedendo a segnalare il bagaglio sospetto e dando l’allarme. Il tutto sotto controllo di personale specializzato, adeguatamente preparato e certificato. E può esserci un supplemento di controlli nel caso di provenienza da Paese non sicuro. Tutto ciò rappresenta perà solo una «mitigazione» del rischio – così si dice in gergo tecnico – proprio perché, in questo come in tanti altri aspetti che riguardano la lotta al terrorismo, non può esistere certezza assoluta. Gli addetti ai lavori concordano comunque sul fatto che lo standard di sicurezza negli scali europei e dei Paesi del mondo avanzati è elevatissimo; qualche dubbio resta in quelli invece di nazioni meno progredite. I controlli serrati vengono attuati a partire dal crollo delle Torri Gemelle. E nel 2008 è stato varato un regolamento ancora più severo, ulteriormente implementato nei dettagli anche minimi con la legge 185 del 2010, e quindi incrementato nella rigidità dei controlli con il regolamento 1998 del 2015. © RIPRODUZIONE RISERVATA