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Pena di morte. Esecuzioni in calo negli Usa

Loretta Bricchi Lee venerdì 20 dicembre 2013
Il ricorso alla pena capitale sta lentamente calando negli Stati Uniti. L’ultimo rapporto del Centro d’informazione sulla pena di morte rilevato che, nel 2013, sono state portate a termine 39 esecuzioni – il numero più basso dal 2008 quando l’elenco degli omicidi legali si era fermato a 37 – e cinque in meno delle 43 eseguite in ciascuno degli ultimi due anni. Come sempre, il primato tra i nove Stati che hanno contribuito al triste bilancio, è spettato al Texas, con 16 esecuzioni, seguito dalla Florida con 7 e dall’Oklahoma con 6 – l’ultima in programma a dicembre ha ucciso, martedì, Johnny Dale Black. Il trend al ribasso sembra costante dal 1999, quando 98 carcerati incontrarono il boia, e di pari passo con il calo delle condanne a morte. Quest’anno la pena capitale è stata comminata a 80 criminali, non solo un numero ben inferiore alle 315 sentenze di morte decise sia nel 1994 che nel 1996, ma il livello più basso dalla reintroduzione dell’omicidio legale da parte della Corte suprema americana nel 1976. I cali sono da attribuirsi, in parte, a questioni legate ai costi e ai timori di errori giudiziari, come ha spiegato il direttore del Death penalty information center, Richard Dieter, sottolineando che sapere che persone in attesa del boia sono state esonerate dalla prova del Dna «fa esitare i giurati». Dal 1989, la nuova tecnologia ha scagionato ben 311 condannati, tra cui 18 nel braccio della morte. La pubblica accusa, quindi «è ora consapevole della difficoltà di ottenere una sentenza di morte» e, nel richiedere tale condanna tiene anche sempre più conto dei costi, tra cui quelli degli appelli obbligatori. Di conseguenza, si sta assistendo a un aumento nelle condanne all’ergastolo senza condizionale. A incidere sulla diminuzione della pena capitale è anche la crescente difficoltà di alcune amministrazioni a procurarsi i farmaci utilizzati nel cocktail mortale – metodo preferito dalla maggior parte dei 32 Stati in cui opera il boia – a causa di un boicottaggio internazionale. In generale, però, l’opposizione al metodo si sta allargando nel Paese dalla moratoria introdotta negli Stati Uniti nel 2000. Dal 2006, sei Stati Usa – l’ultimo, quest’anno, il Maryland – hanno messo fuori legge la pena capitale, aggiungendosi agli altri 18 Stati che avevano licenziato il boia in precedenza. Gli ultimi sondaggi, poi, mostrano che anche il sostegno popolare vacilla. Il 60% degli americani rimane favorevole alla messa a morte per omicidio, ma la percentuale ha toccato il livello più basso dal 1972, quando a schierarsi per la pena capitale era il 57% degli intervistati. Ed è calata di 9 punti da sei anni fa. Una contrazione notevole dal massimo dell’80% registrato a metà degli anni Novanta.