Mondo

Pakistan. Studente cristiano torturato e ucciso dalla polizia nel Punjab

Stefano Vecchia, Bangkok martedì 10 ottobre 2017

Ancora un giovane cristiano è stato vittima in Pakistan di un’accusa infamante, ma più ancora dell’abuso di potere. «La famiglia del ragazzo ha denunciato l’omicidio ma la ricostruzione dei fatti appare alquanto difficile perché la polizia è riluttante a intraprendere azioni contro i suoi membri che hanno percosso a morte Arslan Masih», segnala Mushtaq Gill, l’avvocato cristiano che dall’esilio, continua a denunciare gli abusi sui correligionari nel Paese d’origine.

Lo studente 17enne, che viveva in un villaggio presso la città di Sheikhupura, nella provincia del Punjab, sarebbe stato ucciso lunedì da sei poliziotti. Diverse, come rileva l’agenzia Fides, le ipotesi sul suo omicidio: quella di un pestaggio per il litigio che Arslan avrebbe avuto con il figlio di uno dei suoi aguzzini; quella di un’aggressione dopo che il giovane non si sarebbe fermato a un posto di blocco. Durante le indagini, uno dei poliziotti coinvolti lo ha accusato di avere abusato sessualmente del figlio. Un’accusa respinta con fermezza dalla famiglia di Arslan, la cui uccisione non è isolata in un contesto in cui la polizia ha ampia discrezionalità ed è temuta per i suoi metodi. A confermarlo, l’avvocato Gill: «Condanniamo fermamente la brutalità della polizia del Punjab che uccide innocenti contando sul fatto che quella violenza resterà impunita».

Rilasciati 3 giovani accusati di blasfemia

Una giustizia per una volta rapida ha invece portato al rilascio di tre giovani – due cristiani e un indù – accusati il 28 settembre di avere bruciato documenti che includevano versi del Corano nell’ospedale in cui lavorano come spazzini. L’accusa di blasfemia è caduta e il 5 ottobre sono stati assolti.

Morto l'avvocato di Asia Bibi

In una situazione difficile in cui i battezzati faticano a ottenere giustizia, sarà ancora più sentita la scomparsa di Choudry Naeem Shakir, noto avvocato cristiano deceduto il 7 ottobre all’età di 73 anni. Lo scomparso, ricorda AsiaNews, ha anche difeso la cattolica Asia Bibi, incarcerata da 3.031 giorni per l’accusa di blasfemia e nel braccio della morte in attesa del giudizio definitivo della Corte suprema. Proprio della Corte suprema, Choudry Naeem Shakir è stato avvocato, a coronamento di una carriera di attivista impegnato in movimenti sindacali e politici progressisti, di impegno a sostegno delle minoranze religiose, dei lavoratori e dei poveri.