Mondo

Yemen. L'appello di padre Tom: liberatemi presto

Lucia Capuzzi lunedì 26 dicembre 2016

Il salesiano, padre Tom Uzhunnalil

La barba ispida e folta copre le guance scavate. Il viso è magro e sofferente. Nel video, diffuso su “Youtbe”, padre Tom Uzhunnalil è costretto a recitare un copione scritto da altri. La sofferenza del sacerdote indiano, rapito il 4 marzo ad Aden, però, è reale. «Onorevoli primo ministro e presidente dell’India sono profondamente rattristato perché nessuna seria azione è stata intrapresa per ottenere la mia liberazione», è costretto a dire il salesiano, nel filmato di poco più di cinque minuti. Poi aggiunge: «La mia salute peggiora. Devo essere ricoverato in ospedale al più presto. Vi prego, aiutatemi presto».

Padre Tom ha anche rivolto un appello al Pontefice. «Caro papa Francesco, per favore abbi cura della mia vita. E chiedo anche agli altri vescovi di venire presto in mio aiuto. Forse nessuna iniziativa seria è stata intrapresa – ha dovuto sottolineare – perché vengo dall’India. Se dossi stato un prete europeo, sarei stato preso molto più sul serio».

Il religioso, originario del Kerala, è stato sequestrato nel corso dell’attacco jihadista alla casa di riposo gestita dalle Missionarie della Carità nel sud dello Yemen: quattro suore sono state assassinate. Monsignor Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale, ha detto a Radio Vaticana che la comunità prega con fervore per il sacerdote. E chiede al mondo di non dimenticare il dramma del sud dello Yemen. «Non si tratta solo dei cristiani – ha affermato –. È tutto il popolo a soffrire, ad avere fame, senza cure mediche, tanti bambini muoiono».

“L’elemento positivo” del video diffuso ieri dai sequestratori di padre Tom è “il fatto che il sacerdote è, o sembra essere, ancora vivo”; di contro, vi è anche un “aspetto negativo, sembra infatti che egli parli sotto pressione e secondo le indicazioni dei rapitori”. È quanto afferma all'agenzia AsiaNews monsignor Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen), commentando il filmato. “È evidente - prosegue il prelato - che padre Tom è stato informato male, perché non è vero che non è stato fatto nulla sinora. Non posso fornire dettagli, ma si sta lavorando su diversi fronti per cercare di ottenere il rilascio”.