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Siria. Orrore a Falluja, l'Is colpisce chi fugge

sabato 28 maggio 2016

La furia del Daesh si abbatte su Falluja e nel mirino degli uomini del Califfato c'è soprattutto chi fugge dalla città o si rifiuta di imbracciare il fucile in nome dello Stato islamico. Ai fuggitivi che vengono catturati tocca una punizione esmplare: frustati, gli arti amputati, sepolti vivi sotto le macerie della propria casa distrutta. A denunciarlo l'Acnur, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che parla di "un numero crescente di esecuzioni" di uomini e ragazzi che si rifiutano di combattere tra le fila dell'Is. Più di 800 le persone che sono riuscite a lasciare Falluja da lunedì, quando l'esercito iracheno e le milizie sciite alleate hanno lanciato una campagna per liberare la città dall'Is.

 "Ci sono notizie di un aumento drammatico nel numero di esecuzioni. E molte persone sono state uccise o sepolte vive sotto le macerie delle loro case", ha denunciato Leila Jane Nassif, rappresentante dell'Acnur in Iraq. Secondo l'agenzia Onu, "più di 800 persone sono fuggite da Falluja, soprattutto dalle zone circostanti, mentre il governo continua la sua offensiva militare per riprendere il controllo della città".

Nassif riferisce di "racconti strazianti" delle persone fuggite, aggiungendo che "le poche famiglie che sono riuscite a lasciare Falluja lo hanno fatto mettendo a grande rischio la loro vita. Ci hanno detto di aver camminato per ore di notte, attraverso i campi e nascondendosi nei tubi per l'irrigazione in disuso. Altri hanno perso la loro vita cercando di lasciare la città, tra cui donne e bambini. Altri sono stati giustiziati o frustati. A un uomo è stata amputata una gamba". L'Acnur riferisce di decine di migliaia di civili ancora intrappolati a Falluja, "impediti a scappare dalle forze estremiste mentre la città viene bombardata dalle forze irachene. Le vite dei civili non dovrebbero essere tenute in ostaggio in questo modo".