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Austria. . Onda nera, Faymann si arrende

GIOVANNI MARIA DEL RE martedì 10 maggio 2016
Il cancelliere socialdemocratico lascia dopo il trionfo della destra Due settimane dopo il clamoroso trionfo dell’esponente della destra populista, il liberalnazionale Norbert Hofer, al primo turno delle presidenziali austriache, ieri il cancelliere socialdemocratico Werner Faymann ha deciso di gettare la spugna, dopo sette anni e mezzo al timone di Vienna, dimettendosi a sorpresa da capo del governo e da capo del partito socialdemocratico. Dopo i fischi subiti in pubblico e giorni di pesantissime critiche per la debacle elettorale (il candidato presidenziale socialdemocratico Rudolf Hundstorfer si è fermato appena all’11,28%, restando fuori dal ballottaggio), e il rischio di una spaccatura del suo partito, Faymann ha deciso di non poter continuare. «Per affrontare le sfida cui ci troviamo di fronte – ha detto – un cancelliere ha bisogno del pieno sostegno del proprio partito. E c’era questo sostegno? Mi tocca rispondere di no». Faymann ha difeso anche le controverse misure alle frontiere, «sarebbe stato irresponsabile – ha detto – non attuare le nostre misure, non perché sono di per sé migliori, ma solo perché lo pretende la realtà dei fatti». A meno di due settimane dal secondo turno delle presidenziali, il 22 maggio, l’Austria rischia di precipitare nel caos politico, che potrebbe ulteriormente favorire Hofer, già dato avanti nei sondaggi rispetto allo sfidante verde Alexander Van der Bellen, sull’onda della crisi migratoria. Un voto che l’Europa vede con preoccupazione, la vittoria della destra xenofoba austriaca alle presidenziali rischierebbe di tirare la volata anche alla conquista del governo nazionale, ma anche alle altre destre populiste europee. I socialdemocratici e i loro alleati popolari (anche loro massacrati alle presidenziali, con il loro candidato Andreas Khol all’11,12%) vogliono assolutamente evitare elezioni parlamentari anticipate (quelle ordinarie sono nel 2018), che vedrebbero probabilmente la vittoria del leader liberalnazionale Heinz-Christian Strache. «Non c’è alcun motivo di un voto anticipato» ha detto il vice cancelliere nonché leader dei Popolari Reinhold Mitterlehner. Ieri lo stesso Mitterlehner è stato nominato cancelliere ad interim, mentre il potente sindaco di Vienna, Michael Häupl, è stato nominato presidente ad interim del Partito socialdemocratico. L’obiettivo è trovare nei prossimi giorni l’uomo che sostituirà Faymann alla guida del governo e del partito, la nomina ufficiale sarà a giugno. I media austriaci ieri citavano tra i più favoriti anzitutto Christian Kern, 50 anni, attualmente a capo della Holding ÖBB (le ex Ferrovie dello Stato), considerato in grado di sanare la fratture interne al partito e presentarsi al pubblico come manager di successo in grado di gestire l’Austria in un momento delicato. L’altro favorito, ma in seconda battuta, è Gerhard Zeiler, già soprintendente dell’Orf (l’equivalente austriaco della Rai). Una partita rischiosa, quella dei socialdemocratici austriaci. Da un lato, hanno rimosso l’uomo simbolo della loro debacle, e principale bersaglio del candidato presidente Hofer. Dall’altro, però, dovranno dare prova di solidità ed efficienza nel risolvere la crisi interna del partito, e presentare un volto più convincente del debole Faymann. «Queste dimissioni – ha commentato a caldo il capo dei liberalnazionali Strache – non risolve il problema dei socialdemocratici, e cioè una politica completamente sbagliata ». © RIPRODUZIONE RISERVATA Werner Faymann (Epa)