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STATI UNITI. I repubblicani attaccano Obama per la moschea a Ground Zero

lunedì 16 agosto 2010
I leader repubblicani si sono buttati sulla questione della moschea vicino Ground zero, dopo che il presidente americano Barack Obama ne ha difeso la costruzione, con l'obiettivo di farne uno dei temi centrali della campagna elettorale per il rinnovo di parte del Congresso a novembre. Obama ha «perso il contatto con l'America», affermano molti esponenti repubblicani, forti di un recente sondaggio diffuso dalla Cnn secondo il quale il 68% degli americani è contrario «alla moschea di Ground zero». Consapevoli dell'orientamento dell'opinione pubblica, i leader democratici sono rimasti perlopiù silenziosi, prendendo posizione a fianco di Obama solo se necessario. Intanto, secondo il sito Politico.com, la posizione repubblicana sulla moschea «segna una netta svolta nella posizione del partito verso l'Islam». Se prima gli elettori musulmani venivano apertamente corteggiati per il loro atteggiamento socialmente conservatore, dopo l'11 settembre sono stati tollerati, e ora vi è verso di loro «un aperto sentimento di sfiducia».Il presidente George Bush, anche per ragioni geopolitiche, aveva più volte definito l'Islam «una religione di pace», e ora i suoi ex collaboratori sono gli unici repubblicani a difendere Obama. «Un presidente è un presidente per ogni cittadino, anche per i musulmani», ha sottolineato l'ex speechwriter di Bush, Michael Gerson, mentre l'ex consigliere Mark McKinnon ha lodato «la coraggiosa e decisiva leadership» dimostrata da Obama. Liberi dai condizionamenti di chi si trova a governare, gli altri repubblicani hanno però scelto di cavalcare i sentimenti della "pancia" degli americani, sempre più diffidenti verso i musulmani. Tanto più che, nota ancora Politico.com, il vecchio cavallo di battaglia repubblicano della lotta contro i matrimoni gay, sta progressivamente perdendo terreno presso l'opinione pubblica.«Washington, la Casa Bianca, l'amministrazione, il presidente stesso hanno perso il contatto con l'America», ha detto alla rete televisiva Fox il senatore del Texas, John Cornyn , in un concetto ripetuto poi da altri esponenti repubblicani impegnati per la campagna di novembre. Intanto, in prima linea contro la moschea, si è schierata l'associazione "Keep America Safe", guidata da Liz Cheney, figlia dell'ex vice presidente Dick Cheney. A nome dell'associazione è intervenuta Debra Burlingame, sorella del pilota dell'aereo che si schiantò sul Pentagono. «Oggi sono d'accordo con la teoria dello scontro di civiltà», ha dichiarato, negando che si tratti di una questione di libertà di religione.Se molti democratici sono sembrati restii ad affrontare l'argomento, sottolineando che si tratta soprattutto di una questione di principio, la difesa più forte alla moschea è venuta da Jerrold Nader, il deputato democratico che rappresenta la circoscrizione dove si trova gropund zero.«È un errore fondamentale opporsi alla moschea - ha dichiarato- È stata al Qaeda ad attaccarci, non l'Islam».Solo pochi giorni fa, in occazione di una cena con la comunità musulmana americana prima della cena Iftar che segna l'inizio l'inizio del Ramadan, il presidente Obama aveva ribadito il diritto dei musulmani a «costruire una moschea a pochi passi da Ground Zero».«Come cittadino, come presidente - aveva poi aggiunto - credo che i musulmani abbiano il diritto di praticare la loro religione come qualsiasi altra persona nel Paese. Questa è l'America e il nostro impegno per la libertà religiosa deve essere incrollabile»Obama aveva poi ricordato che «gli attacchi dell'11 settembre sono stati un evento profondamente traumatico per il nostro Paese. È inimmaginabile il dolore di chi ha vissuto la perdita dei propri cari, Ground Zero per questo è un territorio sacro, per questo capisco le emozioni che provoca questa vicenda». Ma, ha spiegato il presidente americano, «la causa di al Qaeda non è l'Islam, è solo una volgare distorsione dell'Islam che fa capo - ha concluso - a terroristi che uccidono innocenti».