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DIPLOMAZIA. Obama alla Cina: rispetto per i diritti di tutti

Loretta Bricchi Lee lunedì 27 luglio 2009
«Dobbiamo continuare a collaborare per raggiungere la denuclearizzazione della penisola coreana» e «dobbiamo anche essere uniti nell’impedire all’Iran di acquisire armi nucleari». Ieri, all’apertura del vertice tra Stati Uniti e Cina «per il dialogo economico e strategico», il presidente americano Barack Obama ha lanciato un appello a Pechino perché si unisca agli Usa nel «mettere in chiaro alla Corea del Nord che si può viaggiare sulla strada della sicurezza del rispetto se Pyongyang terrà fede alle sue obbligazioni» e nel «sollecitare la Repubblica islamica a rispettare i propri impegni internazionali».Ogni nazione deve collaborare per «rendere sicuro tutto il materiale nucleare vulnerabile» – oggetto del summit nucleare globale dell’anno prossimo – e «rafforzare il Trattato di non proliferazione», ma secondo il capo della Casa Bianca, saranno le relazioni tra America e Cina «a dare forma al 21esimo secolo». I due Paesi, pertanto, devono impegnarsi a «condividere tale responsabilità» per fare avanzare gli interessi comuni, sia che si tratti di disarmo che di minacce transnazionali che di stabilità finanziaria o energia pulita. «Nel guardare al futuro, si può imparare dal passato», ha quindi suggerito il presidente americano, ricordando che durante il suo mandato ricorrerà il 40esimo anniversario della visita in Cina del suo predecessore, Richard Nixon.Mentre all’inizio degli anni Settanta fu il ping pong a «scongelare» le relazioni Usa-Pechino, potrebbe essere ora la diplomazia del basket a rafforzarle. «Sia io che il presidente Hu sappiamo quanto sia importante avere subito un buon rapporto», ha esordito Obama, spiegando che «da nuovo presidente e appassionato di pallacanestro», ha «imparato dalle parole di Yao Ming». «Non importa se sei un nuovo o vecchio membro della squadra; c’è sempre bisogno di tempo per abituarsi gli uni agli altri», avrebbe detto il giocatore cinese dell’Nba e, secondo Obama, si giungerà a quell’obiettivo perché i due Paesi condividono interessi comuni. Viste quindi le sfide attuali, ha ricordato il capo della Casa Bianca, si deve «collaborare a una ripresa economica duratura perché la crisi corrente ha messo in chiaro che le scelte fatte all’interno dei propri confini si ripercuotono sull’economia mondiale».Al vertice di due giorni a Washington, il vice primo ministro cinese, Wang Qishan, e il consigliere di Stato, Dai Bingguo, vogliono la rassicurazione degli Stati Uniti che il dollaro rimarrà forte per salvaguardare gli investimenti di Pechino. Nel secondo trimestre di quest’anno, infatti, le riserve in valuta estera della Banca centrale cinese sono salite a oltre due mila miliardi di dollari, di cui un terzo in titoli obbligazionari americani. Come ha però sottolineato il segretario del Tesoro Usa, Timothy Geithner, la stessa Cina può giocare un importante ruolo nella ripresa mondiale con la limitazione delle esportazioni e il sostegno «di fattori interni, incluso il maggior ruolo della spesa dei consumatori cinesi». Una questione spinosa che però si può risolvere se si «rimane impegnati in un forte coordinamento bilaterale e multilaterale». Si prevede invece, più difficile, la cooperazione richiesta da Obama alla Cina per «un futuro energetico pulito, sicuro e prospero» in vista del vertice sul clima di Copenaghen dove, il prossimo dicembre si cercherà di giungere a un nuovo trattato.