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LA FEDE PERSEGUITATA. Nigeria, ancora stragi 15 fedeli uccisi in una chiesa

martedì 1 gennaio 2013
Nuovo massacro di cristiani in Nigeria, dove i cadaveri abbandonati di 15 persone uccise domenica 30 dicembre a colpi d'arma da fuoco durante una messa sono stati trovati nel nord-est del Paese all'interno in una chiesa, evidentementepresa d'assalto da uomini armati. La strage è avvenuta a Chibok, cittadina che sorge in una zona isolata e nel pieno del territorio della setta terrorista islamica Boko Haram, ed è stata resa nota da fonti ufficiali solo oggi. "Secondo il nostro personale a Chibok - ha riferito Mohammed Kanar, coordinatore regionale dell'Agenzia nazionale per le situazioni d'emergenza - gli assalitori hanno attaccato una chiesa durante il servizio religioso ieri (domenica) e hanno ucciso quindici persone".Questa nuova strage è avvenuta due giorni dopo un altro massacro perpetrato a Musari, sempre nel nord-est della Nigeria, sempre nel territorio roccaforte di Boko Haram: nella notte di venerdì 15 cristiani erano stati sgozzati nel sonno nelle loro abitazioni. Sempre domenica il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan, cristiano in una chiesa protestante ad Abuja ha commentato questa strage chiedendosi se gli attentati contro i cristiani non siano segno della "fine dei tempi". Il 2012 "è stato un anno molto difficile per i cristiani in Nigeria, a causa della persecuzione e quindi la sofferenza a causa della fede. Abbiamo avuto attacchi su attacchi nelle chiese. Ma abbiamo speranza: i cristiani qui non rinunciano. Fanno il possibile per poter continuare a praticare la loro fede, vengono a messa e sono pochi quelli che hanno paura. Continuiamo così e speriamo che l'anno nuovo sia diverso: che sia un anno di armonia, di pace per tutti noi, musulmani e cristiani. Vogliamo vivere in pace, sempre". Così monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente dell'episcopato nigeriano parla, intervistato dalla Radio Vaticana, dell'ennesima strage di cristiani per mano degli islamisti con 15 persone sgozzate nel villaggio di Musari, nel nordest del Paese.
Moltissime stragi sono avvenute proprio la domenica, proprio mentre i fedeli erano in chiesa. "Certamente - commenta - queste persone cercano momenti solenni, momenti speciali per attaccare. Quindi, la chiesa diventa bersaglio quando i cristiani vi si radunano per pregare: in questa occasione è più facile, è più semplice per i terroristi attaccare. Come dico sempre, questo non può far morire la fede, non può ridurre l'amore per la fede cristiana. Questo - ribadisce - non ci trattiene dal praticare la fede: infatti, andiamo avanti, bambini, uomini e donne. Sempre siamo pronti ad andare avanti. Per questo, siamo sicuri che saremo vincitori. Monsignor Kaigama riferisce però che "anche questa notte festeggeremo la vigilia dell'anno nuovo" e "sono sicuro - dice - che parteciperanno tante persone, che verranno a ringraziare il Signore per tutte le grazie, per tutto quello che hanno ricevuto nel corso dell'anno passato. La fede è solida. Senz'altro, noi continueremo a praticare la fede cristiana. E speriamo di vincere con l'amore e con la fortezza della nostra fede, su queste persone diaboliche".