Mondo

AFRICA. Nigeria, liberato il tecnico italiano rapito

giovedì 15 dicembre 2011
​Sequestro-lampo di un tecnico italiano impegnato nella costruzione di una strada nella principale regione petrolifera della Nigeria, nel sud del Paese africano. Carmelo Stella, originario della provincia di Messina, è stato rapito la mattina di venerdì 9 dicembre ed è riuscito a liberarsi da solo appena 24 ore dopo, hanno riferito la polizia locale e i familiari. Le forze dell'ordine nigeriane hanno arrestato quattro persone per il sequestro.Stella è il responsabile di un progetto che la Moreno Group, impresa di costruzioni italo-nigeriana, sta realizzando nello Stato confederato di Bayelsa, nella regione del Delta del Niger. «Tutto si è risolto nel pomeriggio del 10, quando mio fratello è riuscito a liberarsi da solo», ha raccontato Mario Stella, fratello di Carmelo e azionista della società. I familiari del rapito erano stati immediatamente contattati dai sequestratori che avevano richiesto un riscatto di 700mila dollari per la sua liberazione. Il mediatore della trattativa, però, è stato intercettato dalla polizia nigeriana che lo ha costretto a contattare i complici per dire che la somma era stata pagata e che potevano liberare l'ostaggio. Quando uno dei sequestratori si è allontanato con un'imbarcazione per rilasciare il rapito, «mio fratello è riuscito a buttare in acqua il conducente e a raggiungere un motoscafo in transito che lo ha aiutato, scortandolo in un posto sicuro. Da lì ci ha contattato e ci ha detto con esattezza dove andarlo a prendere». Nei giorni successivi la polizia ha proseguito l'operazione e arrestato quattro rapitori. Secondo quanto riferito da Carmelo Stella al fratello, però, «la banda era composta da almeno 13 persone, evidentemente abituate e specializzata in operazioni simili».La Farnesina conferma il rilascio del tecnico italiano rapito nel weeken, e ribadisce che continua a mantenere il massimo riserbo riguardo al rapimento di Franco Lamolinara. L'altro tecnico italiano che era stato sequestrato a maggio nel nord-ovest della Nigeria, al confine con il Niger, e non è ancora stato liberato. Si tratta di Franco Lamolinara, 47 anni, originario di Gattinara, in provincia di Vercelli, che lavora per la società di costruzioni Stabilini Visiloni Ltd e al momento del rapimento era impegnato nella costruzione di un edificio della Banca centrale nigeriana a Birnin Kebbi, capoluogo dello Stato omonimo.