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AFRICA. «In Nigeria crimini contro l'umanità» Il rapporto di Human Rights Watch

giovedì 11 ottobre 2012
Le "violenze e i massacri sistematici" compiuti dalla setta fondamentalista islamica dei Boko Haram, ma anche gli "arresti" a volte arbitrari e i blitz eseguiti dalle forze di sicurezza nigeriane, possono essere definiti crimini contro l'umanità. La denuncia arriva da Human Rights Watch (Hrw) che oggi ha pubblicato un rapporto di 98 pagine dal titolo "Spiraling Violence: Boko Haram Attacks and Security Force Abuses in Nigeria" (La spirale di violenza: gli attacchi dei Boko Haram e gli abusi delle forze di sicurezza in Nigeria), che prende in considerazione il periodo tra luglio 2010 e lo stesso mese del 2012, con interviste a 135 persone. L'organizzazione ricorda che nel periodo in questione i raid degli integralisti e le successive operazioni delle forze di sicurezza nigeriane hanno causato la morte di oltre 2.800 persone. Nel testo Hrw documenta - anche con fotografie - di numerosi casi di "abusi, omicidi, violenze e rapimenti" ad opera dei fondamentalisti che operano nel nord del Paese, mirati soprattutto contro le comunità religiose, in particolare contro i cristiani. Ma nel mirino dei ribelli fondamentalisti - continua l'osservatorio dei diritti umani - ci sono anche lapolizia e le forze di sicurezza. La setta, il cui nome significa "L'educazione occidentale è un peccato", intende creare nelle regioni settentrionali della Nigeria, una sorta di califfato basato su un'interpretazione radicale della Sharia (legge islamica). E chiunque si pone al di fuori di questa legge, deve essere punito.Parallelamente anche le forze di sicurezza locali - precisa Human Rights Watch - hanno una loro responsabilità nella continua violazione dei diritti umani. L'organizzazione documenta infatti casi di "abusi fisici, detenzioni segrete, estorsioni, case incendiate, ruberie varie avvenute nel corso di raid e omicidi di sospetti", ad opera della polizia e dell'esercito. Gli"abusi" sarebbe dunque commessi da entrambi gli schieramenti e potrebbero essere tranquillamente definiti crimini contro l'umanità, conclude Hrw ricordando che tali delitti sono perseguiti dalla Corte penale internazionale.