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Brexit. Deputati sotto attacco a Westminster, Morgan si ritira

Silvia Guzzetti venerdì 1 novembre 2019

Nicky Morgan, ex ministro conservatore, si ritira della politica per il degrado di Westminster e gli attacchi ai quali è sottoposta

“Ogni volta che apro la mia posta elettronica c’è un nuovo insulto, una nuova parolaccia. Non posso dire che questa è stata la goccia che ha provocato la mia decisione di non ricandidarmi, ma, certo, le minacce e gli attacchi hanno contribuito a convincermi che devo ritirarmi”. Nicky Morgan è una deputata famosa, una delle giovani stelle in ascesa del partito conservatore che alcuni avevano considerato anche come una potenziale premier. Quando l’avevamo intervistata a Westminster sulla Brexit –Nicky Morgan è sempre stata per la Ue anche se ha poi deciso di rispettare il risultato del referendum nel quale il 52% dei cittadini britannici hanno votato per lasciare l’Europa – aveva parlato di quelle minacce di morte che aveva ricevuto più volte.

“Ho coinvolto la polizia – aveva detto – che solo di recente ha deciso di prendere seriamente la mia denuncia e quella degli altri parlamentari”. Nicky Morgan non è la sola ad essere stata attaccata e insultata, e a rischiare di essere picchiata o anche ferita e uccisa, da quando il risultato del referendum del 23 giugno 2016 ha diviso, profondamente, a metà, il Regno Unito e aumentato episodi di razzismo e xenofobismo.

Il caso, tragicamente più famoso, è stato quello di Jo Cox, la politica britannica laburista, convinta europeista, uccisa da tre colpi di arma da fuoco e accoltellata più volte a Leeds da un fanatico, affiliato al movimento neonazista, Thomas Mair. L’assassino, mentre la finiva, gridava: ”Questo è per mantenere la Gran Bretagna indipendente”.

E’ stata la stessa Scotland Yard a confermare, all’inizio di quest’anno, che le minacce ai deputati sono aumentate significativamente.

AUMENTATE DEL 90% LE DENUNCE DEI DEPUTATI ATTACCATI

Nei primi cinque mesi del 2019 le denunce per attacchi violenti, dei quali sono stati vittime deputati di Westminster, sono state 152, ma gli episodi nei quali i parlamentari hanno subito abusi sono stati 600, con un aumento del 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo le previsioni della polizia oltre 450 crimini verranno segnalati entro la fine dell’anno e ad essere vittime saranno soprattutto i parlamentari donne e quelli provenienti da minoranze etniche. “E’ stata una decisione difficile”, scrive Nicky Morgan nella lettera, pubblicata su “Twitter”, con la quale annuncia il suo ritiro dalla politica, “ma non posso impegnarmi per altri cinque anni perché voglio dedicarmi alla famiglia. Voglio stare a casa”. “Negli ultimi dieci anni il ruolo dei deputati è cambiato”, scrive ancora la Morgan, “per come la gente si sente rispetto alla situazione politica attuale. Penso che gli abusi siano aumentati anche per colpa delle piattaforme sociali online”.

Nella lettera anche un po’ di tristezza per un parlamento che non è più quello di una volta.

“Potrei affrontare i sacrifici, il tempo sottratto alla mia famiglia e anche gli abusi, se il parlamento svolgesse il suo ruolo, rappresentando coloro che serviamo e contribuendo all’interesse nazionale”, scrive Nicky Morgan, sollevando, con le sue parole, il dubbio che Westminster non sia più un modello di democrazia per il resto del mondo come lo era una volta.

Nicky Morgan non è sola. Insieme a lei altri cinquanta parlamentari hanno deciso di non ricandidarsi. Fra di loro politici famosi come Kenneth Clarke, il “padre della Camera dei comuni”, più volte ministro, grande sostenitore del progetto europeo.