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Iran. Non indossava bene il velo, 22enne morta dopo il fermo. La rabbia degli attivisti

Redazione Internet venerdì 16 settembre 2022

Mahsa Amini

La morte di Mahsa Amini, giovane donna di 22 anni finita in coma mentre si trovava in custodia della polizia religiosa iraniana, ha scatenato indignazione e proteste in Iran. La ragazza era stata fermata tre giorni fa perché non indossava correttamente il velo.

Come riportano diversi media iraniani indipendenti, la ragazza è deceduta all'ospedale Kasra nella capitale, dove la gente ha iniziato subito a radunarsi in segno di solidarietà e protesta dopo che la notizia del suo decesso è iniziata a circolare. Video pubblicati sui social e rilanciati anche dai giornalisti della Bbc mostrano una forte presenza di agenti della sicurezza all'esterno della clinica: il nome della ragazza era diventato di tendenza su Twitter in questi giorni, con diverse personalità iraniane di rilievo, tra cui il regista premio Oscar Asghar Farhadi e l'attrice Golshifteh Farahani, che hanno denunciato l'accaduto sul web.

Le contestazioni hanno spinto il ministero dell'Interno e il procuratore di Teheran, su richiesta del presidente Ebrahim Raisi, ad avviare un'indagine sulla morte di Amini.

"Mahsa Amini, finita in coma dopo essere stata trattenuta da una pattuglia della polizia morale è morta", riporta in breve il quotidiano riformista Etemad, citando come fonte uno zio della giovane. La 22enne era stata arrestata martedì pomeriggio mentre era in visita a Teheran con dei parenti, per non aver indossato correttamente il velo ed è stata portata in una stazione di polizia per assistere a "un'ora di rieducazione", ha denunciato la sua famiglia. Alcune ore dopo, è stata ricoverata all'ospedale Kasra in coma: la versione delle autorità è che ha avuto un infarto, ma la madre e il fratello hanno riferito che la ragazza godeva di ottima salute.

La polizia ha confermato l'arresto solo ieri e ha spiegato che Amini "improvvisamente ha avuto un problema cardiaco ed è stata immediatamente portata in ospedale". Il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, ha ordinato al ministero dell'Interno di aprire un'inchiesta per chiarire la vicenda. Secondo la sezione iraniana di Amnesty International, la ragazza "è stata arrestata in modo arbitrario dalla cosiddetta polizia della moralità" e ci sono accuse rispetto a presunte torture durante la detenzione. L'organizzazione per la difesa dei diritti civili è tornata a denunciare come "degradante e discriminatoria" la legge sull'obbligo del velo per le donne in Iran.

Dalla rivoluzione islamica del 1979, la legge in vigore in Iran richiede alle donne, iraniane e straniere e qualunque sia la loro religione, di coprire il capo e indossare vestiti ampi che coprano le forme. Lo zelo delle autorità su questo tema era notevolmente diminuito sotto il precedente governo del presidente pragmatico, Hassan Rohani, e un numero crescente di donne iraniane, a Teheran e in altre grandi città, lascia spesso i capelli quasi scoperti. Negli ultimi mesi, però, sotto la presidenza dell'ultraconservatore Raisi, gli interventi della polizia per far rispettare l'obbligo del velo si sono moltiplicati.