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Ciad. Ucciso dai ribelli il presidente Deby

Matteo Fraschini Koffi, Dakar martedì 20 aprile 2021

Idriss Deby

Il maresciallo è morto. Idriss Deby Itno, presidente del Ciad, «l’uomo del sacrificio» secondo i suoi sostenitori e «il tiranno» secondo i suoi avversari, era rimasto ferito durante gli scontri con i ribelli domenica nel nord del Paese. Ieri, dopo essere stato evacuato verso la capitale, N’Djamena, ha infine perso la vita.

«Confermiamo la morte del presidente Idriss Deby», ha riferito ieri una nota dell’esercito ciadiano. «Il defunto leader era venuto nella località di Nokou per seguire da vicino i combattimenti dei suoi soldati. Domenica – continua il comunicato – è però rimasto ferito ed è subito stato trasportato d’urgenza con un elicottero fino a N’Djamena dove è deceduto».

Sono comunque ancora molto confuse le dinamiche e pochi i dettagli sul modo in cui il leader ciadiano è morto. I responsabili dell’uccisione sarebbero i ribelli del Fronte per l’alternanza e la concordia in Ciad (Fact). Quest’ultimi hanno marciato verso la capitale dal confine con la Libia dove avevano da tempo una base. «I miliziani del Fact sono ex soldati dell’esercito ciadiano ben armati e grandi conoscitori della zona – spiegano gli esperti –. Da tempo avevano pubblicamente rivendicato la loro intenzione di deporre Deby».

Durante i combattimenti iniziati sabato, almeno 300 ribelli e cinque militari ciadiani sono rimasti uccisi. Altri 150 ribelli sono stati invece arrestati. Inoltre, almeno 36 persone sono rimaste ferite. Ancora non si hanno cifre sul numero di civili deceduti.

Domenica, tra i feriti, c’era quindi anche Deby, notizia che l’esercito ha tenuto nascosta fino a ieri, quando il presidente avrebbe dovuto apparire in tv per annunciare la sconfitta dei ribelli. «Per il momento mi attengo alla versione ufficiale data dall’esercito – ha affermato ieri ad Avvenire un giornalista locale che preferisce mantenere l’anonimato per questioni di sicurezza –. Nei prossimi giorni spero vengano a galla più particolari su come è rimasto ucciso il presidente».

Tra la popolazione circolano voci riguardo a un probabile coinvolgimento dell’ex potenza coloniale, la Francia, rispetto alla quale Deby aveva espresso dubbi riguardo all’intervento militare nel Sahel. L’ex leader del Ciad era uno dei più grandi alleati dell’Occidente nella lotta contro il terrorismo islamico nella regione.

Decine dei suoi soldati sono rimasti uccisi nelle missioni in Mali e Nigeria, come nella parte ciadiana del Lago Ciad. Con la morte di Deby, non solo il Paese, ma l’intera regione potrebbe destabilizzarsi. «A seguito della morte del maresciallo Idriss Déby Itno l’Unione Europea offre le sue più sincere condoglianze – recita una nota dell’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell –. Invitiamo tutti gli attori interessati alla responsabilità poiché la priorità immediata è la stabilità del Paese e della regione».

Da quando era salito al potere con un colpo di Stato nel 1990, erano in molti a pensare che solo lui, conosciuto per astuzia e discrezione, avrebbe potuto aiutare il popolo dopo anni di dittatura da parte dell’ex presidente, Hissene Habre.

Per i suoi critici Deby era invece un dittatore sostenuto dietro le quinte dalla Francia («Abbiamo perso un amico coraggioso») che per 30 anni non ha tollerato l’opposizione ed è stato disposto a imprigionare e uccidere chiunque minacciasse il suo potere.

L’ex leader ciadiano era appena stato rieletto con quasi l’80 per cento dei voti. Un processo elettorale molto controverso secondo l’opposizione, i cui membri principali sono stati intimiditi anche con le armi. Un Consiglio militare transitorio guidato dal figlio di 37 anni, il generale Mahamat Kaka Deby Itno, resterà ora in carica per 18 mesi fino alle prossime elezioni.