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Sbarchi. Libia, spunta l'ipotesi del blocco navale

sabato 7 marzo 2015
​Tra le opzioni per un sostegno Ue alla Libia quando si sarà formato un governo di unità nazionale, c'è anche la possibilità di una maggiore presenza navale per affrontare i flussi migratori: lo ha  il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, al termine del Consiglio informale dei ministri degli Esteri a Riga, rispondendo all'inviato Onu per la Libia, Bernardino Leon, che in un'intervista al Corriere della Sera ha chiesto all'Ue di "presidiare in forze il mare davanti alla Libia". Secondo Leon il un blocco navale "in questo momento è l'unica cosa che si possa fare concretamente: ce n'è bisogno", anche se "da solo non risolve il problema", e "non penso che ci sarebbe alcun problema a ottenere il sostegno da parte del Consiglio di sicurezza. Nel Palazzo di vetro è diffusa la consapevolezza che l'Italia si trovi a fronteggiare un compito molto pesante"."Abbiamo discusso con Leon sulle diverse opzioni che l'Ue sta preparando per sostenere un governo di unità libico", ha spiegato l'ex titolare della Farnesina, "l'Unione è già presente nel Mediterraneo con le navi di Frontex, assieme a quelle della Marina italiana, per salvare coloro che rischiano la vita in mare, ma questo non è legato all'ipotesi di una forza navale Ue al largo della Libia".Fra le opzioni di cui i ministri hanno discusso a Riga, però, c'è anche "una missione civile o militare", come aveva anticipato la stessa Mogherini, per proteggere le infrastrutture ed effettuare il controllo delle frontiere, come prevenzione del traffico di migranti. "L'Ue in accordo con l'Onu potrà sostenere la Libia anche con misure di sicurezza", ha spiegato l'alto rappresentante dell'Ue, "e questo può anche significare una forza navale, ma è presto per i dettagli che saranno in tutti i casi concordati con la Libia".