Mondo

Marocco. Incollati al telefonino per la nazionale, ora i bimbi del Rif hanno la tivù

Anna Maria Brogi martedì 2 luglio 2019

La partita è criptata? Impossibile seguire in tivù la squadra del cuore senza un costoso abbonamento e un decoder? Bazzecole che non fermano il vero tifoso, soprattutto se ha intorno ai dieci anni. Di quanta intraprendenza e creatività sia capace la mente di un bambino lo dimostra anche questa piccola storia ambientata a Douar Ait Baaziz, sperduto villaggio delle montagne del Rif marocchino, dove domenica alcuni ragazzini sono stati filmati mentre seguivano la nazionale di calcio, impegnata in Egitto nella Coppa d’Africa delle Nazioni, disciplinatamente seduti davanti allo schermo di un telefonino, issato orizzontalmente su una sorta di piedistallo per renderlo visibile a distanza.

Il fermo immagine circolato sui social ha commosso il web tanto che Soccer 212, l’account Twitter che segue i calciatori, ha promosso una colletta per donare ai bambini un accesso a Beln Sports, il canale a pagamento che detiene in esclusiva i diritti per la Coppa d’Africa 2019.

Ma non finisce qui. La notizia è arrivata all’orecchio (social) di Mehdi Benatia, capitano dei Leoni dell’Atlante, che ha saldato il conto e aggiunto magliette e calzoncini. «Quando vedi cose come questa - scrive su Twitter Benatia - puoi solo desiderare di restituire tutto, di regalare tutto. Questo è per voi, miei cari ragazzi; faremo di tutto per rendervi felici». E allora forza, Leoni dell'Atlante. Da oggi un po' anche Leoni del Rif.