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Strasburgo. Marò, Europarlamento: siano rimpatriati

giovedì 15 gennaio 2015
Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha approvato una risoluzione in cui si chiede di rimpatriare i due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel 2012 e attribuire la competenza giurisdizionale del caso alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale per trovare una "soluzione ragionevole e accettabile" per le parti coinvolte. La risoluzione è stata approvata a maggioranza. Il testo della risoluzione, approvato dall'Aula di Strasburgo dopo la discussione avvenuta nella tarda serata di ieri, chiede di rimpatriare i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e di attribuire la competenza giurisdizionale del caso alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale per trovare una "soluzione ragionevole e accettabile" per le parti coinvolte.Nel testo del documento si "esprime profonda tristezza e manifesta il proprio cordoglio per la tragica fine dei due pescatori indiani" e "grande preoccupazione per la detenzione dei fucilieri italiani senza capi d'imputazione". La risoluzione del Parlamento europeo "pone l'accento sul fatto che essi devono essere rimpatriati e sottolinea che i lunghi ritardi e le restrizioni alla libertà di movimento dei fucilieri sono inaccettabili e rappresentano una grave violazione dei loro diritti umani". Inoltre nel testo si lamenta "del modo in cui la questione è stata gestita e sostiene gli sforzi esplicati da tutte le parti coinvolte per ricercare con urgenza una soluzione ragionevole e accettabile per tutti, nell'interesse delle famiglie coinvolte, indiane e italiane, e di entrambi i Paesi" e per questo si auspica che "la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale". Nella risoluzione si incoraggia l'alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, "a intraprendere ogni azione necessaria per proteggere i due fucilieri italiani ai fini del raggiungimento di una soluzione rapida e soddisfacente del caso" e si ricorda alla Commissione "che è importante porre l'accento sulla situazione dei diritti umani nel quadro delle relazioni con l'India e la invita quindi a prendere in considerazione ulteriori misure per facilitare una soluzione positiva del caso".