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STATI UNITI. Marea nera, un nuovo tentativo per chiudere la falla

lunedì 31 maggio 2010
Dopo i tre precedenti fallimenti la Bp effettuerà tra oggi e domani un nuovo tentativo per bloccare la falla sul fondo del Golfo del Messico. Lo ha annunciato la Casa Bianca sottolineando che durante l'operazione la perdita di greggio potrebbe aumentare di un ulteriore 20%. Il nuovo sistema, Lower Marine Riser Package (Lmrp) Cap, è un tappo di decine di tonnellate che sarà piazzato sulla valvola difettosa, che dal primo gionro riuscì a bloccare la perdita.Il colosso energetico Bp, intanto, ha assunto una ex funzionaria del dipartimento per l'Energia americano come capo delle relazioni con i media, nel tentativo di difendere la sua reputazione dalle accuse provenienti dalla politica e dall'opinione pubblica a causa della falla nel Golfo del Messico. Anne Kolton, ex responsabile degli affari istituzionali del dipartimento energetico Usa, inizierà il suo mandato questa settimana, ha detto il dirigente Andrew Gowers. L'ufficio stampa della Bp è stato duramente provato dalle pressioni di media e pubblico da quando lo scorso aprile l'impianto estrattivo Deepwater Horizon, in affitto alla londinese BP, è esploso e poi affondato, provocando la morte di 11 persone e provocando la peggiore fuoriuscita nella storia americana.Senza mezzi termini la Casa Bianca definisce la marea nera nel Golfo del Messico la catastrofe ecologica più grande della storia degli Stati Uniti, e per il presidente Barack Obama, dopo il fiasco dell'operazione Top Kill che avrebbe dovuto sigillare definitivamente il pozzo della Bp, le cose si fanno sempre più difficili.In attesa dell'avvio della nuova operazione, il collocamento di un tappo sulla supervalvola del pozzo che non funziona, è la responsabile per l'ambiente della Casa Bianca, Carol Browner a scendere in campo. La Browner ha difeso l'operato dell'amministrazione Usa, accusata di non avere capito immediatamente l'urgenza del dramma, di avere reagito con lentezza e di essersi fidata delle parole della Bp, davanti alle telecamere dei seguitissimi talk show domenicali.La marea nera «è verosimilmente la peggior catastrofe ecologia degli Stati Uniti», ha spiegato l'esperta al talk show Meet the Press del Nbc, aggiungendo che si tratta «senza dubbio della peggior marea nera degli Usa. Ciò significa che ci sono maggiori quantità di petrolio che stanno inquinando il Golfo del Messico, rispetto a qualsiasi altro momento della nostra storia. E ciò significa che c'é più petrolio», rispetto al dramma dell'Exxon Valdez, la petroliera naufragata nel 1989 in Alaska.Ad un'altra emittente l'ex responsabile dell'Epa (l'equivalente del nostro ministero dell'Ambiente) ai tempi di Bill Clinton, ha detto che il petrolio potrebbe continuare a riversarsi fino ad agosto e che il governo «si sta preparando al peggio». La Browner non è stata più precisa di così, ma si pensa immediatamente alle conseguenze che potrebbe avere un uragano come Katrina, che nell'agosto 2005 mise in ginocchio New Orleans e i suoi dintorni.