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Cile. Eletta alla guida della costituente Elisa Loncón, indigena e accademica

Silvia Guzzetti lunedì 5 luglio 2021

Elisa Loncón guiderà la costituzione che scriverà la nuova magna carta cilena

Ha salutato la sua elezione sventolando la bandiera del popolo mapuche, vestita in costume tradizionale, dopo aver iniziato il suo saluto parlando in mapudungun, la lingua del suo popolo. Elisa Loncón, insegnante di lingue, guiderà la costituente che scriverà la nuova Magna Carta del Cile, la prima dai tempi di Pinochet. L'accademica ha ottenuto 96 voti su 155 al secondo turno, battendo così Harry Jürgensen, candidato di Vamos por Chile, che ha ottenuto 36 voti. Nel secondo turno Loncón ha aggiunto i voti dei rappresentanti dei popoli nativi, della Lista del Pueblo, del Frente Amplio e di alcuni indipendenti. ​​L'accademica occupa uno dei 17 seggi riservati nella Costituente della nuova Magna Carta cilena. E' lo sbocco politico che il Paese ha trovato per incanalare le proteste iniziate nell'ottobre 2019 per chiedere una maggiore uguaglianza sociale.

“Questo sogno è un sogno dei nostri antenati. Questo sogno diventa realtà. È possibile rifondare il Cile, stabilire una nuova relazione”, ha detto l’insegnante e storica attivista della popolazione nativa.

Subito l'accademica, che ha 58 anni, è originaria di Lefweluan, nell’Araucanía, e insegna alle Università di Santiago e di Leiden in Olanda ha salutato il “popolo del Cile dal nord alla Patagonia, dal mare alle Ande”. Sarà, dunque, una donna indigena a guidare i lavori che porteranno a una costituzione che supererà quella scritta ancora ai tempi di Pinochet. Elisa Loncón ha poi ringraziato il sostegno delle “diverse coalizioni che hanno dato la loro fiducia e riposto i loro sogni nel richiamo della nazione mapuche”, sostenendo la sua candidatura, e ha promesso “una direzione collettiva a rotazione” durante i lavori della Costituente. ​

La Costituzione cilena vigente è l'unica, in America latina, che non riconosce i popoli originari, che in Cile sono almeno nove, fra cui la maggioranza è integrata dai mapuche e dagli aymara.

“Abbiamo stabilito che questa sarà una direzione a rotazione, che darà spazio a tutti i settori”, ha detto la docente universitaria. Loncón ha anche affermato che opererà a nome di tutto il popolo cileno, di tutti i settori, di tutte le regioni, guardando a un Cile “plurinazionale e interculturale”, attento alle donne, ai minori e alle minoranze. È possibile “stabilire un nuovo rapporto tra tutte le nazioni che compongono questo Paese”, ha concluso, preannunciando che la nuova Carta tutelerà “la madre terra e l’acqua”, oggi considerate bene privato.

L'elezione di Elisa Loncón alla presidenza della Convenzione Costituente si è svolta in una giornata storica in cui non sono mancate tensioni e proteste e con circa tre ore di ritardo, a causa delle rivendicazioni di alcuni costituenti che protestavano per una forte repressione della polizia contro i manifestanti. La relatrice del Tribunale Qualificatore delle Elezioni (Tricel), Carmen Gloria Valladares, ha proceduto alla nomina, uno per uno, dei 155 membri della Convenzione. Uomini e donne in numero uguale più 17 membri delle popolazioni originarie del Paese, in particolare mapuche e aymara.

Per il buon esito della Costituente si è pregato in tutte le chiese e nel palazzo presidenziale di La Moneda, a Santiago, è stato organizzato un momento di preghiera interreligioso, promosso dall’Ufficio nazionale per le questioni religiosi del Governo cileno.
Per la Chiesa cattolica ha partecipato il vescovo Juan Ignacio González, responsabile della diocesi di San Bernardo
, in rappresentanza del Comitato permanente della Conferenza episcopale cilena, che ha dichiarato al termine del momento di preghiera: “Siamo venuti a pregare insieme ai nostri fratelli delle diverse confessioni del Cile per chiedere che questi nostri fratelli e sorelle che sono stati scelti come costituenti siano illuminati. La presenza della fede nelle sue varie manifestazioni è una realtà essenziale nella vita sociale di tutti, di tutti gli uomini. Ecco perché crediamo che questo atto qui, nel cuore del Cile, nel cuore del nostro Paese, sia veramente onesto e autentico; si vuole chiedere al Signore Dio, l’Altissimo, di guidare tutti questi nostri fratelli che oggi tra poco inizieranno quest’opera, che è la più importante che il Paese possa chiedere ai suoi cittadini”.