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Usa. Il bimbo solo nel deserto: ora la mamma si è liberata dai narcos e l'ha raggiunto

Lucia Capuzzi giovedì 15 aprile 2021

Un frame del video della polizia di frontiera, in cui l'agente chiede al bambino: sei con tua madre e tuo padre?

La storia di Wilton ha un lieto fine. Almeno per ora. Il bimbo nicaraguense di 10 anni, trovato dagli agenti nella radura di La Grulla, nel deserto del Texas, s’è riunito alla madre, Meylin Obregón Leiva, strappata, nella notte tra mercoledì e giovedì, dalle mani dei narcos messicani. Insieme, in un rifugio di Brownsiville, madre e figlio attendono ora che le autorità migratorie decidano se accettare la loro richiesta di asilo. O li ricaccino indietro, come la prima volta.

A inizio aprile, Meylin e il figlio avevano raggiunto la frontiera statunitense dopo un lungo viaggio per le montagne di El Rama, nella costa caraibica del Nicaragua, in fuga dalla violenza dell’ex marito. Le porte degli Usa sono, però, blindate a causa della pandemia: gli aspiranti rifugiati, con l’eccezione dei minori non accompagnati, vengono respinti. Madre e bimbo sono, dunque, stati spediti dall’altra parte del confine, in Messico. Due "deportati" in più in un fiume di migliaia e migliaia di esseri umani senza documenti e, dunque, invisibili. Prede perfette per i narcos che controllano ampie parti del Nord del Messico: i sequestri dei migranti sono un business facile e redditizio.

Nelle loro grinfie sono finiti Meylin e Wilton: per il rilascio, i criminali hanno chiesto 10mila dollari. Il fratello di Meylin, Misael, residente a Miami, è riuscito a metterne insieme 5mila e li ha inviati ai rapitori. Questi ultimi hanno, dunque, "liberato" Wilton. O meglio lo hanno abbandonato nel deserto.

Là, in lacrime, l’ha intercettato la polizia statunitense. Rimbalzato sulle reti sociali, il video del piccolo ha commosso l’opinione pubblica internazionale. Proprio grazie a una campagna social, Misael ha racimolato i 5mila dollari mancanti per il rilascio della sorella che ha potuto riabbracciare Wilton. Finalmente al sicuro, almeno fino a quando le autorità Usa lo consentiranno. Nel frattempo, il fiume di respinti continua a scorrere fra i due lati della frontiera, gettando uomini, donne e bimbi nelle braccia dei narcos.