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GRAN BRETAGNA. Londra, la bufera delle note spese ora travolge anche i Tories

Elisabetta Del Soldato mercoledì 13 maggio 2009
Lo scandalo delle note spese che in questi giorni ha visto coinvolti alcuni membri del Parlamento britannico si sta allargando a macchia d’olio colpendo ora non solo il governo ma anche l’opposizione. Cominciato giovedì scorso dopo che una lista delle note spese dei parlamentari e ministri laburisti è stata pubblicata dal Daily Telegraph, in cui è apparso che anche il premier Gordon Brown ha abusato del sistema facendosi rimborsare le spese della donna delle pulizie di un appartamento che condivideva con il fratello, lo scandalo si è ingigantito con rivelazioni simili riguardanti però i conservatori. Il leader di questi, David Cameron, ha condannato subito le azioni di alcuni colleghi, dichiarando di aver considerato anche provvedimenti disciplinari. «Sono oltraggiato da quanto è avvenuto – ha detto ieri Cameron –. Si tratta di un abuso dei soldi dei risparmiatori e di certo non starò fermo a guardare». La maggior parte degli implicati conservatori ha già detto che rimborserà allo Stato le spese «gonfiate», ma intanto tra la gente il morale e la fiducia nelle istituzioni si sono abbassati considerevolmente. Tra le note spese che hanno fatto parlare di più oltre a quella di Brown, ci sono quella di 30mila sterline, circa 32mila euro, del ministro degli Esteri David Miliband per riparazioni, nell’arco di cinque anni, della casa nel suo collegio elettorale; quella del ministro della Giustizia, Jack Straw, che è riuscito a farsi rimborsare delle imposte locali che non aveva nemmeno pagato. E quella del ministro degli Alloggi Margaret Beckett, che per garantirsi comodità è ricorsa a espedienti particolarmente complicati come quello di cambiare casa tre volte e tutte le volte dichiarare la sua prima casa come residenza secondaria per farsi rimborsare le spese. Nella lista nera dei conservatori ci sono invece il deputato Stewart Jackson che sempre secondo il Telegraph si è fatto rimborsare le spese di pulizia della piscina, circa 350 euro; quelle del ministro ombra della Difesa Michael Ancram relative alle riparazioni del riscaldamento pari a 120 euro e quelle del deputato James Arbuthnot riguardanti giardinaggio e mantenimento della piscina pari a 1.650 euro. La fiducia, non solo nel governo Brown, sembra in inarrestabile declino. La vicenda ha choccato il popolo britannico e sta riempiendo i giornali e dominando le news da giorni. Per molti questo ennesimo scandalo, cominciato settimane fa quando dalle note spese del ministro dell’Interno Jacquie Smith erano apparsi due film pornografici noleggiati dal marito, rappresenterà il colpo di grazia per Gordon Brown e il suo governo laburista. Ma tutti sono d’accordo sul fatto che non ne è stata la causa e che la discesa è cominciata oramai da tempo.