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Nigeria. Liberate 82 liceali di Chibok. Boldrini incontra #bringbackourgirls

I.Sol. e P.M.Al. sabato 6 maggio 2017

Le ragazze liberate con il presidente Buhari (al centro, con il copricapo bianco) (Ansa)

Almeno 82 delle 276 studentesse della scuola di Chibok, in Nigeria, rapite dal gruppo jihadista nigeriano di Boko Haram, sono state liberate al termine di negoziati tra i loro sequestratori e il governo federale di Abuja. Lo hanno riferito nella tarda serata di sabato fonti governative e dei servizi di sicurezza.

Le ragazze, riferisce il sito Sahara Report, si trovano al momento nella città di Banki sempre nello stato nord-orientale di Borno, roccaforte di Boko Haram. Saranno trasferite in un luogo sicuro e interrogate dalla polizia prima di essere riconsegnate alle loro famiglie.


Quando avvenne il rapimento delle studentesse nigeriane a Chibok?

Il sequestro avvenne il 14 aprile 2014 e per mesi attirò l'attenzione di tutto il mondo salvo poi scomparire quasi del tutto dai principali riflettori: venne lanciata una campagna a lungo virale su twitter, #bringbackourgirls. La loro operazione provocò una campagna politica e militare a livello internazionale destinata a ritrovare le giovani vittime il prima possibile.

«Fuori dalla Nigeria, le ragazze di Chibok si sono trasformate nel simbolo del conflitto in corso contro Boko Haram – aveva spiegato ad Avvenire Sola Tayo, membro dell’istituto di ricerca londinese, Chatham House –. La rabbia globale generata dal sequestro ha aumentato il valore che esse rappresentano per i ribelli». Durante la prigionia, le ragazze sono state costrette a sostenere l’insurrezione, sposandosi con dei miliziani o commettendo attentati, spesso suicidi, contro le autorità locali e la popolazione.

L'ultimo rilascio era stato a ottobre 2016: sedici di loro erano state liberate, ma circa 195 delle studentesse erano ancora nelle mani di Boko Haram lo scorso 12 gennaio 2017 quando il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, era intervenuto alla commemorazione dei mille giorni dal sequestro di massa di Chibok, località nel remoto nord-est della Nigeria.

Nello stesso giorno della liberazione Boldrini a Benin City


La notizia è arrivata nello stesso in cui la presidente della Camera, Laura Boldrini era in visita a Benin City in Nigeria. Boldrini ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del centro di formazione professionale gestito dalla Missione Salesiana con finanziamenti dall’Italia e dall’Unione Europea e ha fatto visita al centro del Naptip, un’agenzia federale che si occupa di assistenza e recupero delle ragazze vittime della tratta.

«Nessuno si permetta di criticare le ragazze che sono le prime vittime: abbiamo tutti il dovere morale, politico e istituzionale di aiutarle». «Bisogna conoscere le dinamiche interne dei Paesi africani; è la scarsa conoscenza dei problemi che genera il sospetto e il timore», ha affermato la presidente della Camera.

Lunedì Boldrini ha incontrato ad Abuja le famiglie che hanno lasciato le proprie case e i villaggi per sfuggire agli uomini di Boko Haram e ora si trovano in un campo di baracche, il Kuchingoro Idp Camp, a quindici minuti dalla capitale, dove sono rientrate le 82 ragazze di Chibok. Boldrini ha incontrato anche i promotori di #bringbackourgirls, che ogni giorno da oltre tre anni manifestano a favore della definitiva liberazione delle rapite da Boko Haram. "La Nigeria sta affrontando la sfida del terrorismo in prima linea.
Il mondo, la comunità internazionale - ha sottolineato la presidente della Camera - deve dare una mano a questo Paese, fornire le
risorse necessarie per far fronte al sostegno di questi profughi".

Il presidente Buhari ricoverato a Londra

Il presidente nigeriano Muhammud Buhari non ha potuto incassare "politicamente" il risultato: della liberazione delle studentesse: è tornato a Londra per una nuova serie di cure mediche per una malattia la cui natura non è mai stata precisata. Era quindi assente alla cerimonia per accogliere le 82 ragazze di Chibok rilasciate da Boko Haram alla quale avrebbe dovuto presenziare. "Non c'è motivo di preoccuparsi", si legge nel comunicato, nel quale si precisa che la durata del soggiorno a Londra del 74enne Buhari "sarà determinata dai medici". Nel frattempo, viene assicurato, "il governo continuerà a funzionare normalmente sotto la leadership capace del vice presidente" Yemi Osinbajo.Il presidente nigeriano era già stato per sette settimane a Londra l'inverno scorso per sottoporsi a cure mediche.