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Afghanistan. La fame uccide 8 fratellini. E una coppia vende la neonata per 500 dollari

Luca Geronico martedì 26 ottobre 2021

Il parlamentare afghano Hajji Mohammad Mohad ha postato questa foto su Facebook denunciando la morte per fame di 8 fratellini rimasti orfani

Afghanistan, la fame uccide già mentre, assieme all’inverno, si avvicina lo spettro di una carestia senza precedenti. Domenica a Kabul, denuncia “Save the Children”, «otto fratelli, 4 maschi e 4 femmine che avevano perso entrambi i genitori, sono morti di fame. Avevano tra i 18 mesi e gli 8 anni». Una tragedia che Haji Mohammad Mohaqeq, deputato afghano, ha voluto denunciare postando la foto che ritrae due corpicini inanimati sotto un telone. I bambini del distretto Dasht Barchi di Kabul, afferma il deputato sul suo account Facebook, erano rimasti abbandonati a se stessi dopo la scomparsa per tumore del padre mentre la madre, malata di cuore, è da tempo ricoverata in ospedale. Una morte "imbarazzante e vergognosa" che, conclude il deputato, "avrebbe dovuto scuotere il mondo".

E, a poche ore di distanza, un'altra tragedia dettata dalla disperazione, questa volta a Herat: una neonata, per salvare la famiglia dalla carestia, è stata venduta dai genitori per 500 dollari. La denuncia è della Bbc che, attraverso la sua inviata Yogita Limaye, ha fatto visita a un ospedale di Medici senza frontiere (Msf) della città. L'ultima ancora di salvezza per molte madri che hanno appena partorito e che non hanno nulla da mangiare, sono le rarissime strutture sanitarie. Ma fuori Herat la situazione è ancora più disperata: "I miei altri figli stavano morendo di fame, così ho dovute vendere mia figlia", dice con il volto coperto dal burqa nero e gli occhi persi inquadrati dalla telecamera una giovane donna con voce sospirante. "Come posso non essere triste? E' mia figlia", conclude con un filo di voce. Il marito fino a pochi mesi fa faceva lo spazzino, ma ora a casa non arriva nulla: "Stiamo morendo di fame: a casa ora non abbiamo né farina, né olio. Stiamo morendo di fame", sussurra l'uomo seduto per terra nella sua casa.

In Afghanistan più di 5 milioni di bambini vivono a un passo dalla carestia e «milioni di giovani vite sono a rischio dal momento che il Paese sta affrontando la peggiore crisi alimentare di sempre». Dopo decenni di guerre e sofferenze, «ogni giorno vediamo bambini piccoli nelle nostre cliniche con gravi livelli di malnutrizione perché non mangiano altro se non briciole di pane. Ma quando arriverà l’inverno vedremo bambini più affamati che mai», ha commentato Chris Nyamandi responsabile di Save the Children.

L’allarme è stato lanciato dalle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite: 22,8 milioni di persone, tra cui 14 milioni di bambini, vivranno in emergenza denuncia l’ultimo rapporto sulla sicurezza alimentare (Ipc) di Fao e World Food Programme (Wfp). Milioni di afghani, se non vi sarà un piano di intervento adeguato e l’economia non riprenderà a funzionare, «saranno costretti a scegliere tra migrare e morire di fame», ha affermato David Beasley, direttore esecutivo del Wfp. Rispetto ad aprile, c’è stato un aumento del 37% nel numero di afghani in situazione di fame acuta. Tra le persone a rischio, anche 3,2 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni.

E per la prima volta l’insicurezza alimentare nelle città ha raggiunto livelli simili a quelli delle zone rurali. A settembre, sempre secondo il Wfp solo il 5% delle famiglie afghane aveva cibo sufficiente ogni giorno, mentre in ottobre un milione di bambini rischia di morire di malnutrizione acuta senza un intervento tempestivo. Mentre l’Onu cerca risorse anche i taleban sono intervenuti per l’emergenza alimentare: distribuiranno 66mila tonnellate di grano per aiutare le famiglie più svantaggiate ha annunciato il ministro dell’Agricoltura, Abdul Rahman Rashed. La distribuzione partirà dalla capitale, per estendersi gradualmente alle restanti 33 province e solo a Kabul «creerà posti di lavoro temporanei per 40.000 persone», ha assicurato Rasheed.

Intanto, sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, in visita per 48 ore in Qatar, incontrerà una delegazione del governo provvisorio talebano dell’Afghanistan. Il 28 luglio scorso, prima della caduta di Kabul, lo stesso ministro Wang aveva incontrato a Tianjin una delegazione di taleban. E Mosca ha fatto sapere che quasi tutti i Paesi partecipanti alla Conferenza di Mosca (oltre a Russia, Kazakhstan, Tagikistan, Iran, Pakistan, Cina, Turkmenistan, India, Kirgizstan e Uzbekistan) sono disposti a considerare il riconoscimento del nuovo governo di Kabul.