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Medio Oriente. Kirkuk, la città cuore petrolifero dell'Iraq

venerdì 21 ottobre 2016
Kirkuk, 250 km a nord-est di Baghdad, è una delle più importanti città dell'Iraq. Cuore petrolifero dal Paese, da secoli è al centro di interessi politici ed economici tra Medio Oriente, Asia Centrale e Golfo. Kirkuk ha una storia di convivenza tra le principali comunità etniche e religiose dell'area: arabi, curdi, turcomanni, musulmani e cristiani si sono spartiti da secoli l'influenza della città. Oggi Kirkuk è quasi del tutto controllata dalle forze curdo-irachene e il governo della regione autonoma del Kurdistan, con base a Erbil, poco più a nord, ha più volte esplicitamente affermato di considerare la città dentro i "confini naturali" del Kurdistan iracheno. Un'affermazione contestata non solo dal governo federale di Baghdad ma anche da altre forti entità locali, come la comunità turcomanna e altre comunità arabe, ostili all'espansionismo curdo. Tra queste ci sono le comunità arabo-musulmane delle zone rurali a sud-ovest di Kirkuk che nel 2014 hanno accolto l'avvento del Daesh come un elemento per contrastare sia la crescente influenza curda sia i tentativi di Baghdad di imporre un controllo sulla città petrolifera. Durante l'era del deposto e defunto presidente iracheno Saddam Hussein l'area era stata sottoposta a un processo di "arabizzazione" forzata, come molte altre aree miste dell'Iraq.Dal 2003 in poi lo stato di Kirkuk è stato al centro di dispute ma nel 2014, con l'avvento del Daesh e il conseguente avvio della "lotta al terrorismo", i curdi di Erbil si sono impadroniti di fatto di tutta la zona urbana e dei siti petroliferi più importanti.