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Guerra al terrorismo. Iraq: il Daesh fugge, Falluja liberata

venerdì 17 giugno 2016

A meno di un mese dall'inizio della battaglia per liberare Falluja le forze irachene hanno ripreso il controllo della zona centrale della citta e degli edifici del governo. Ieri era stata diffusa la notizia della riconquista del quartiere di Alkhaddra, 8 chilometri a sud dal centro, preludio del successo di questa mattina che ha costretto alla fuga gli uomini del Daesh.

"I servizi dell'antiterrorismo e le forze di risposta rapida hanno ripreso il quartier generale governativo nel centro di Fallujah" ha spiegato il comandante delle operazioni, il generale Abdul Wahab al-Saadi citato dall'emittente televisiva locale Al Sumaria News.

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Sempre ieri il capo del settimo battaglione dell'esercito, generale Thamer Ismayl al Husseini, aveva fatto sapere che le forze governative erano arrivate a 700 metri dalla sede dell'amministrazione locale un risultato evidentemente sufficiente a dichiarare anzi tempo la sconfitta del nemicxo: "Lo Stato islamico è completamente distrutto dal punto di vista organizzativo e si ritira", aveva infatti detto Ismayl.

 

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Per giungere al centro città l'esercito iracheno si è fatto largo tra le strade di Fallujah distruggendo tre camion bomba e disinnescando 55 ordigni piazzati lungo via Baghdad. Questa mattina il comando delle forze popolari sunnite di Anbar ha annunciato la liberazione del quartiere di Nazzal, nel centro di Fallujah. Il colonnello Juma Jumaili, della Brigata Fallujah, ha dichiarato che "le forze di sicurezza hanno completamente liberato il quartiere di Nazzal dal controllo dello Stato islamico (Isis) e hanno issato la bandiera irachena sugli edifici". Negli scontri sono morti decine di miliziani dell'Isis, secondo quanto riferito da Jumaili.

L'ingresso dei convogli dell'esercito iracheno in città

I militari hanno visto "centinaia di civili uscire dal quartiere al Salam accorrendo verso le divisioni ottava e decima dell'esercito. Molti hanno provveduto a portare in zone sicure le famiglie". Si tratta di parte di quei 50mila rimasti intrappolati nella roccaforte dell'Is prima dell'attacco e spesso, come denunciato dall'Onu due settimane fa, oggetto di ritorsioni da parte dei jihadisti. Molti di loro sono morti mentre scappavano dagli scontri, alcuni sono annegati nell'Eufrate, una delle poche vie di uscita in assenza di corridoi umanitari sicuri.   

Una fonte di sicurezza ha confermato la fuga in massa degli abitanti dalle loro case, parlando di "centinaia di civili che hanno abbattuto barriere e fili spinati sistemati all'ingresso del ponte nuovo al centro cittadino dirigendosi verso le forze liberatrici".

Intanto i social media sono invasi da fotografie dall'interno della città liberata con commenti di iracheni che si scambiano le felicitazioni. In una di queste foto, si vede un soldato fuori dalla moschea al Anbiy'a  che era la sede ufficiale dell'emiro dell'Isis. In mano al militare un microfono mentre recita la chiamata per la preghiera collettiva del venerdì musulmano.