Mondo

IN IRAQ. Baghdad, attentati alle moschee sciite

venerdì 29 marzo 2013
Venerdì di sangue in Iraq, dove gli sciiti sono stati oggetto di una serie di attentati mentre partecipavano alle funzioni religiose settimanali, che hanno provocato almeno 25 morti e un centinaio di feriti. Le esplosioni sono avvenute a distanza di un'ora dall'altra nelle moschee dei quartieri di Binook, Qahira, Zafraniyah e Jihad nella capitale Baghdad e nella città di Kirkuk. Nessun gruppo ha finora rivendicato l'azione, ma gli attacchi condotti dai militanti sunniti di Al-Qaeda mettono spesso nel mirino gli sciiti, considerati apostati e sostenitori del governo. A Baghdad, sono state quattro le autobomba a saltare in aria a est e ovest della città. Una decina di morti e settanta feriti si sono registrati a Kirkuk, che si trova a 240 chilometri dalla capitale, dove è esplosa un'altra autobomba davanti a una moschea sciita. A Qahira soldati e forze dell'ordine hanno imposto un severo cordone di sicurezza attorno alla zona dell'attentato e hanno minacciato di arrestare alcuni giornalisti che tentavano di girare un video e scattare delle fotografie. Gli attacchi non fanno che confermare un progressivo ritorno alle violenze nel paese, dove il prossimo 20 aprile si terranno le elezioni in 12 delle 18 province, le prime consultazioni in tre anni, viste come un esame importante per la popolarità del primo ministro Nuri al-Maliki. La minoranza sunnita ha inscenato manifestazioni di protesta contro il governo ormai da mesi e nel corso della campagna elettorale almeno 11 candidati di entrambe le fazioni sono stati uccisi. Anche se si è lontani dai bilanci degli anni 2006 e 2007, le violenze in Iraq, a dieci anni dall'invasione americana che ha rovesciato il regime di Saddam Hussein, sono sempre all'ordine del giorno. Nel mese di marzo i morti sono stati 258.