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India. Indù attaccano un collegio cattolico

Stefano Vecchia giovedì 4 gennaio 2018

La preghiera di una donna cristiana

La prevaricazione dei gruppi induisti contro la minoranza cristiana in India ha molti aspetti e si nasconde dietro pseudo “giustificazioni”. Come quella fittizia di voler preservare una uniformità di tradizioni, se necessario, anche con la forza. Ieri centinaia di estremisti indù hanno cercato di forzare l’entrata del St. Mary’s Post Graduate College, istituto cattolico di Vidisha, nella diocesi di Sagar, Stato indiano di Madhya Pradesh. Il loro intento era di eseguire rituali indù all’interno dell’istituzione educativa costringendo gli studenti a prendervi parte.

Una situazione che la polizia è riuscita a controllare, evitando l’invasione della scuola e presidiando anche successivamente l’area. Come riferito all’agenzia Fides dal Segretario generale della Conferenza episcopale indiana, monsignor Theodore Mascarenhas, «la polizia del Madhya Pradesh ha assicurato alle autorità ecclesiastiche una protezione completa. I sacerdoti che gestiscono l’istituto, tuttavia, ritenevano la situazione potenzialmente molto pericolosa, poiché ci si aspettava che oltre 900 attivisti potessero agire in violazione degli ordini della polizia. Il 30 dicembre c’era già stata un’aggressione, nonostante la presenza di venti poliziotti».

Quella di Vidhisha è l’ultima di una serie di azioni violente verso i cristiani, almeno 23, che hanno segnato in India il tempo del Natale e l’avvio del nuovo anno
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Al punto da spingere nei giorni scorsi la Conferenza episcopale cattolica a sollecitare il governo a «colpire duramente i gruppi organizzati di qualunque colore o sfumatura essi siano. I gruppi e organizzazioni dediti alla violenza e che minacciano di farsi giustizia da soli dovrebbero essere affrontati con severità».
Nel comunicato, i vescovi hanno riconosciuto l’impegno del ministro dell’Interno Rajnath Singh nell’assicurare la sicurezza dei cristiani durante il Natale dopo essersi impegnato a «garantire legge e ordine davanti all’azione di elementi marginali contrari alle celebrazioni natalizie che minacciano alcune comunità cristiane».