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India. Indù bloccano un bus con ragazzi cristiani diretti a un incontro diocesano

Stefano Vecchia giovedì 6 ottobre 2022

Una protesta di cristiani contro le leggi anticonversione in India

Erano diretti al tradizionale raduno giovanile diocesano, ma l’autobus su cui viaggiavano è stato fermato da integralisti indù convinti che i giovani a bordo, tutti di origine tribale, fossero diretti a una cerimonia di conversione al cristianesimo.

Responsabili di questa azione intimidatoria nello Stato del Madhya Pradesh verso la Chiesa locale, sono stati attivisti del Vishwa Hindu Parishad e del Bajrang Dal, due delle più antiche e aggressive formazioni dell’induismo militante. Dopo il blocco del mezzo durato a lungo, ha confermato l’agenzia AsiaNews, il programma è stato annullato.

«Rattrista che i programmi per la formazione dei nostri ragazzi vengano fraintesi: si trattava dell’evento annuale per i giovani, nel quale vengono forniti orientamento professionale, educazione ai valori, programmi culturali e altre competenze per la loro crescita», ha commentato l’arcivescovo di Bhopal, monsignor Alangaram Arokia Sebastian Durairaj.

Il segretario locale del Vhp, Animesh Joshi, ha dichiarato di aver «ricevuto informazioni sul fatto che i ragazzi e le ragazze tribali venivano portati per essere convertiti». La diocesi ha invece confermato che ad essere coinvolti sono stati bambini e bambine diretti verso la Saint Pius School della diocesi di Khandwa, nello Stato del Madhya Pradesh, uno tra quelli dove sono in vigore le cosiddette “leggi anti-conversione” che favoriscono atti intimidatori e discriminazioni contro le minoranze.

Su 36 Stati e territori in cui è divisa amministrativamente l’India sono finora sono una decina quelli (ultimo il Karnataka), ad avere introdotto una legislazione che, pretendendo di punire chi promuove conversioni in modo illegale o coercitivo, viene utilizzata per sostenere le tesi suprematiste dell’estremismo indù contro le minoranze.