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CONTROVERSIA. Il governo indiano: sul caso dei marò «competenza leggi del nostro Paese»

venerdì 9 marzo 2012
Il ministro indiano degli Esteri S.M. Krishna ha detto che il processo a carico dei due marò italiani, accusati di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati, "è una questione di legge del nostro Paese e speriamo che i giudici trovino una soluzione a questo problema". Lo riferisce oggi l'agenzia Pti. Krishna ha comunque detto che l'India "gode di ottimi rapporti con l'Italia". Intanto una settimana cruciale nella vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si chiude oggi in Kerala con due appuntamenti presso l'Alta Corte di Kochi e nell'istituto della polizia scientifica di Trivandrum. A Trivandrum si concluderanno le perizie sulle armi trovate a bordo della Enrica Lexie. Il giudice dell'Alta Corte di Kochi ha rinviato al 15 marzo il processo riguardante la giurisdizione dell'incidente in cui sono morti due pescatori indiani e sono coinvolti due marò italiani. Lo si è appreso da fonte che segue direttamente la vicenda. La delegazione italiana, di cui fanno parte due membri dell'avvocatura dello Stato, Carlo Sica e Giacomo Aiello, è giunta a Kochi, dove presso l'Alta Corte si tiene oggi la terza udienza riguardante la giurisdizione del processo per i due marò arresati il 19 febbraio. Dopo l'illustrazione delle argomentazioni italiane miranti a rivendicare lo svolgimento del processo in Italia, oggi il procuratore dello Stato del Kerala presenterà le sue controdeduzioni. Si ritiene che al termine dell'udienza il giudice P.S. Gopinathan fisserà la data in cui renderà nota la sua sentenza, comunque non prima di una settimana. Intanto a Trivandrum si svolge l'ultima gionata sulle perioze delle armi sequestrate a bordo della Enrica Lexie, a cui partecipano come 'spettatori silenziosi' due esperti italiani Paolo Fratini e Luca. La conclusione è attesa nel pomeriggio italiano,quindi la polizia scientifica del Kerala preparerà il referto, previsto anche questo per la seconda parte della prossima settimana, che dovrà indicare le responsabilità nella morte dei due pescatori indiani.IL MINISTRO TERZI: PRIMO PUNTO DELLA RIUNIONE UELa vicenda dei due marò italiani arrestati in India "è il primo punto che affronterò": lo ha anticipato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, arrivato a Copenaghen per partecipare al Gymnich, la riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Ue, ospitata dalla Danimarca quale presidente di turno. "Di fronte al pericoloso precedente creatosi - ha sottolineato il ministro - ribadirò la priorità che per noi europei e per la comunità internazionale rappresenta la riaffermazione e la difesa di principi che regolano l'impegno comune contro la pirateria e le altre operazioni internazionali".UN'ALTRA SETTIMANA PER LA PERIZIALa polizia del Kerala ha fatto sapere che occorrerà ancora un'altra settimana per terminare la perizia sulle armi sequestrate a bordo della Enrica Lexie. Lo scrive "Times of India", ricordando che il test di sparo sui sette fucili sequestrati sono già stati fatti; tuttavia, ha aggiunto un ufficiale, l'intero processo, a cui partecipano come 'osservatori silenziosi' anche due esperti del Ros, richiederà almeno un'altra settimana come minimo. Intanto oggi il 'chief minister' del Kerala, Oommen Chandy, ha ribadito che, sul caso dei marò detenuti in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala, la legge indiana farà il suo corso, ma ha assicurato che non ci saranno conseguenze nelle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.LA CHIESA INDIANA: PIENA FIDUCIA NELL'ALTA CORTE DEL KERALALa Chiesa indiana esprime piena fiducia nell'Alta Corte del Kerala, chiamata a dirimere la controversia intorno ai due militari italiani, attualmente in stato di arresto a Trivandrum perché accusati di aver ucciso due pescatori indiani, scambiandoli per pirati."È importante che in questa vicenda emerga la verità sui fatti. Siamo convinti che l'Alta Corte del Kerala esaminerà la questione con trasparenza e imparzialità, prendendo la decisione giusta", dice all'agenzia vaticana Fides padre Babu Joseph Karakombil, portavoce della Conferenza Episcopale dell'India. Secondo padre Karakombil, la Chiesa indiana "auspica che siano rispettate verità e giustizia, prega per le vittime e aspetta con serenità e fiducia il lavoro della magistratura". L'Alta Corte sta esaminando il ricorso del governo italiano per stabilire se la giurisdizione del caso sia italiana o indiana, a seconda che la nave si trovasse in acque internazionali o in acque indiane.