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SANTIAGO. Cile, rogo nella prigione di Santiago: 83 morti

mercoledì 8 dicembre 2010
Soffocati oppure bruciati: così hanno trovato la morte 83 dei quasi 2 mila detenuti del "San Miguel", penitenziario sovraffollato di Santiago del Cile.Le fiamme si sono diffuse poco prima delle 6 del mattino, mentre fuori dal carcere si trovavano decine di familiari dei detenuti: in occasione della festa dell'Immacolata Concezione, oggi era infatti una giornatadi visite. E mentre il fuoco e il fumo si alzavano al cielo, attorno alle mura del penitenziario ci sono state lunghe ore di tensione e paura: i disperati familiari - molte le donne - cercavano infatti di avere informazioni sull'identità dei morti."Non ci dicono niente, vogliamo sapere cosa è successo, dov'è mio figlio?", sussurrava tra le lacrime Maria Jimenez, madre di uno dei reclusi. Dopo qualche ora, le autorità hanno iniziato a chiamare ad uno ad uno i familiari dei morti per comunicare loro la tragica notizia.Molti dei detenuti hanno perso la vita calcinati nelle celle del quinto piano dove è scoppiato l'incendio, altri asfissiati: la loro identificazione è quindi molto difficile.Gran parte della quindicina di prigionieri che si trovavano nel padiglione distrutto dalle fiamme e che sono riusciti a salvarsi, sono gravemente feriti e sono ricoverati con serie ustioni oppure con problemi alle vie respiratorie.Sulle cause dell'incendio sono in corso indagini. Secondo le fonti ufficiali, le fiamme sono divampate dopo una rissa tra due gruppi di reclusi, durante la quale sono stati incendiati alcuni materassi. Altre fonti indicano come causa dell'incendio un corto circuito a unfornello elettrico di una delle celle.La polemica al centro dell'attenzione del paese è però un'altra. A quanto pare - sempre secondo le dichiarazioni dei familiari - l'ingresso dei pompieri nel padiglione andato a fuoco è stato ritardato dagli uomini della gendarmeria, in attesa di avere il totale controllo della situazione, anche per evitare possibili fughe.