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Autorizzata la prima class action in Sudafrica. I minatori dell?oro con la silicosi porteranno i padroni in tribunale

LUCA MIELE sabato 14 maggio 2016
Penetra, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Invisibile, devastante. E mortale. Contro la sua infiltrazione non esiste cura. È la malattia “professionale” – assieme alla tubercolosi – che sta falciando in Sudafrica un’intera generazione di minatori. Perché le particelle di silice cristallina si “liberano” nella guerra quotidiana per l’estrazione dell’oro. Ma da ieri i lavoratori sudafricani hanno un’arma per vedere riconosciuto (e risarcito) il loro diritto (leso) alla salute. L’Alta corte del Paese ha dato il via libera alla class action – la più grande della storia del Sudafrica – che chiede i danni alle compagnie d’oro. Sul banco degli imputati almeno trenta soggetti, la quasi totalità dell’industria mineraria. «Quasi l’intera industria di estrazione dell’oro è coinvolta. La portata e la grandezza del caso è senza precedenti », ha detto il giudice Phineas Mojapelo. Il numero dei lavorati coinvolti nell’azione legale – ha detto ancora Mojapelo – può variare «da 17mila a 500mila». Quanto costerà alle aziende la class action, se dovessero essere riconosciute colpevoli? Difficile dirlo. Ma molti analisti azzardano cifre “milionarie”. «Sarà una svolta nelle nostre vite, perché abbiamo combattuto così a lungo», ha dichiarato Vuyani Dwadube, 74 anni, che lavorava alla Harmony Gold – una delle compagnie coinvolte, assieme ad Anglo American, AngloGold Ashanti, Gold Fields, Sibanye Gold, African Rainbow Minera – e ha contratto la tubercolosi. La storia delle miniere d’oro in Sudafrica è una epopea in cui si intrecciano ricchezze vertiginose e abusi terribili. Il gigante, che ha costituito a lungo l’ossatura dell’economia sudafricana, è ormai malato. Nel 1970, oltre il 20 per cento del Pil del Paese dipendeva dal settore minerario. Che a sua volta poggiava – ha scritto la “Cnn” – interamente «sulle spalle dei minatori neri». Oggi la situazione è cambiata. Nel 2013 l’oro contribuiva al Pil sudafricano per una quota dell’1,7 per cento, venti anni prima per il 3,8%. Una caduta libera: nel 2015, il Sudafrica ha estratto 87% in meno di oro rispetto al 1980. Secondo l’US Geological Survey, prima del 2007 la locomotiva africana era il primo Paese produttore di oro al mondo, nel 2014 era scivolato al sesto posto, superata da Perù, Stati Uniti, Australia e Russia. E dalla Cina, in cima alla lista dal 2013. © RIPRODUZIONE RISERVATA