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La strage di studenti in Kenya. Gli shabaab somali e i «crociati» come simbolo

Matteo Fraschini Koffi venerdì 3 aprile 2015
I cristiani, i «crociati» come simbolo dell’Occidente «corrotto» e da combattere, sono da tempo nel mirino dei qaedisti somali. All’alba del 22 novembre 2014, i miliziani di al-Shabaab hanno fermato un pullman poco fuori dalla città di Mandera, nel remoto nordest del Kenya. Nell’attacco sono rimasti uccisi 28 degli oltre 60 passeggeri a bordo. Prima del massacro, gli jihadisti avevano fatto leggere a voce alta alcuni versi del Corano per separare i musulmani dai cristiani. E le vittime furono soprattutto cristiani, morti insieme ai musulmani che avevano tentato di difenderli. «I mujaheddin hanno portato a termine con successo un’operazione vicino a Mandera – recitava un comunicato di Ali Mohamud Rage, portavoce di al-Shabaab –. È stata una vendetta per i crimini commessi contro in nostri fratelli musulmani a Mombasa».  Secondo le testimonianze di chi è sopravvissuto, i passeggeri sono stati costretti a distendersi a terra prima di essere colpiti da raffiche di kalashnikov alla nuca. Tra le persone uccise c’erano poliziotti, insegnanti e alcuni operatori sanitari che lavoravano a Mandera, ma viaggiavano verso Nairobi per le vacanze. «Mia moglie è stata uccisa davanti ai miei occhi – sono state le parole di Douglas Ochwodh, un insegnante di 36 anni –. Le hanno sparato alla testa come agli altri e io sono rimasto interamente coperto di sangue». I cristiani sono stati presi di mira anche il 4 marzo dell’anno scorso: un gruppo di terroristi ha aperto il fuoco in una chiesa evangelica nella periferia di Mombasa provocando 6 morti. Anche il 2 dicembre scorso la maggior parte delle 36 vittime attaccate in una cava di Mandera erano cristiane. Nella stessa regione ci sono stati circa 20 assalti di matrice qaedista negli ultimi due anni.  Vari funzionari governativi sono stati presi di mira più di una volta, per questo hanno fatto pressione affinché l’esercito pattugliasse con maggiore frequenza l’area per ristabilire la sicurezza. Le autorità hanno inoltre iniziato da Mandera a costruire un muro sul confine con la Somalia per limitare le incursioni dei ribelli di al Shabaab.