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La paralisi. «Hong Kong sul baratro del terrorismo»

Redazioni Esteri mercoledì 13 novembre 2019

Caos. E paura. Hong Kong si è risvegliata ancora una volta in un clima da guerra civile, mentre sale il livello della tensione con la autorità che ormai parlano apertamente di “terrorismo” e lo spettro di un intervento cinese si fa sempre più incombente. Anche oggi trasporti pubblici sono paralizzati e diverse scuole e le attività commerciali sono rimaste chiuse in seguito alle violenze degli ultimi due giorni di proteste anti-governative. Le corse di due linee della metropolitana sono state sospese, mentre una terza linea è stata chiusa. L'operatore Mtr ha anche annunciato una chiusura anticipata alle 22 di oggi. Migliaia di passeggeri hanno atteso l'arrivo dei treni della metropolitana e molti hanno poi deciso di utilizzare la bicicletta per gli spostamenti. Intanto, la polizia ha innalzato il livello di sicurezza attorno alle università della città, dopo i violenti scontri alla Chinese University, protrattisi per ore tra studenti-manifestanti e forze di polizia. La tensione non appare in diminuzione: 80 studenti cinesi sono stati evacuati dalla Chinese University dopo la battaglia di ieri. Gli studenti, riferisce il South China Morning Post, sono in attesa di rientrare in territorio cinese.

Sale anche il livello delle minacce. L'ufficio di collegamento del governo cinese a Hong Kong chiede all'amministrazione guidata da Carrie Lam di "adottare ogni misura necessaria" per affrontare la situazione che "sta scivolando nell'abisso del terrorismo". In un comunicato, l'ufficio di collegamento del governo cinese a Hong Kong ribadisce il sostegno al governo locale per "adottare ogni necessaria misura per fermare i disordini e ripristinare l'ordine il prima possibile, arrestare i criminali e punire severamente i loro atti violenti". L'ufficio di collegamento chiede anche al governo cinese di "adottare in maniera decisa tutte le misure necessarie per reprimere energicamente i veri atti di violenza e terrorismo". Seduta sospesa, poi, all'Assemblea Legislativa, il Parlamento di Hong Kong, dopo un'accesa discussione tra il presidente del Partito Democratico, Wu Chi-wai, e il segretario alla Sicurezza, John Lee, sulla gestione da parte della polizia delle persone arrestate durante le proteste. Dopo ripetuti avvertimenti all'esponente del gruppo pan-democratico, riferiscono i media di Hong Kong, il presidente dell'Assemblea Legislativa, Andrew Leung Kwan-yuen, ha deciso di sospendere la seduta, e Lee è stato scortato fuori dall'aula dal personale di sicurezza tra gli insulti dei parlamentari dell'opposizione. I parlamentari pan-democratici hanno accusato il segretario alla Sicurezza dell'amministrazione guidata da Carrie Lam, che ha difeso la gestione delle proteste da parte della polizia, di avere "le mani sporche di sangue" e ne hanno chiesto le dimissioni. La seduta è in seguito ripresa, ma le polemiche non si sono placate.

L'attivista pro-democrazia Joshua Wong non verrà in Italia. Come ha precisato una nota del ministero degli Esteri di Pechino, la dalla Corte di Hong Kong ha respinto la sua richiesta di espatrio e di viaggio in Europa : l'ex leader del “movimento degli ombrelli” del 2014, che attualmente gode della libertà su cauzione, era stato invitato a Milano dalla Fondazione Feltrinelli. Cosa che ha fatto infuriare Pechino.