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Egitto. Vietato far volare gli aquiloni: bimbi fermati dalla polizia

Lucia Capuzzi venerdì 24 luglio 2020

Tempi duri per i cacciatori di aquiloni in Egitto. Le autorità hanno deciso di vietare il gioco più popolare fra i ragazzini delle affollate cinture metropolitane. Enormi assembramenti di condomini-formicaio, casupole e bancarelle, privi di aree verdi e parchi giochi. Gli aquiloni sono uno dei pochi svaghi a basso costo. Appena quello di un po’ di legno, cartone, nylon e colla per assemblarli. Oltretutto, per farli volare, può essere sufficiente anche solo una finestra, un tetto piatto, un balcone per i più fortunati. Non sorprende, dunque, che l’attività si sia intensificata negli ultimi mesi di lockdown per far fronte al Covid.

Il 27 giugno è finito il coprifuoco notturno in vigore dal 25 marzo e, da allora, ha cominciato la lenta ripresa. Evento celebrato all’inizio di luglio da folle di ragazzini che, al Cairo, facevano volteggiare le loro farfalle di carta sulle rive del Nilo. La festa non è, però, durata a lungo. Nelle settimane successive, la polizia ha iniziato a sequestrare centinaia di aquiloni caserecci e a fermare i loro increduli proprietari a Alessandria, Suez, Helwan, Menofia e, ovviamente, nella capitale. Alcuni sono stati rilasciati dopo qualche ore, altre hanno trascorso la notte in cella.

La motivazione addotta dagli agenti è la necessità di tutelare la sicurezza dei ragazzini, dopo che alcuni erano caduti dai tetti mentre armeggiavano con gli aquiloni. L’opposizione, però, sostiene che dietro la misura ci sia un nuovo intento di incrementare il controllo sociale. Già a giugno, il deputato Khaled Abu Talib, esponente della commissione Difesa del Parlamento, aveva lanciato l’allarme aquiloni, chiedendone il bando totale. Questi ultimi – secondo il politico – avrebbero messo in pericolo non la sicurezza individuale bensì quella nazionale poiché qualcuno poteva decidere di applicarvi piccole telecamere per spiare le postazioni militari. Dopo la richiesta, Talib è diventato bersaglio di campagne ironiche sui social. Qualcuno, però, forse, l’ha preso sul serio. A rincarare la dose ha contribuito il governatore di Alessandria, Mohamed al-Sharif, che ha vietato gli aquiloni sulle spiagge. Chi infrange il divieto rischia una multa tra i 16 e i 54 euro. Un duro colpo per chi – come la media degli egiziani – ne guadagna 400 al mese.