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Israele. Gerusalemme, morti e feriti in attacchi a bus

martedì 13 ottobre 2015
Tre israeliani sono rimasti uccisi e 22 feriti in due attacchi contro autobus a Gerusalemme e in aggressioni col coltello a nord di Tel Aviv. Uccisi anche 2 attentatori palestinesi. Gli assalti arrivano dopo le tre aggressioni di ieri e in un crescendo di violenza. Il primo attacco si è verificato nei pressi del rione ebraico ortodosso di Mea Shearim, in Malkei Israel Street, dove un assalitore si è scagliato con l'auto contro un gruppo di persone alla fermata dell'autobus. Poi è sceso e ha cominciato a pugnalare chi era a terra. Cinque le persone rimaste ferite. L'aggressore è stato "neutralizzato" dalla polizia. Il secondo è avvenuto all'interno di un autobus della linea 78 nel quartiere di Armon Hanatziv: due palestinesi hanno cominciato a sparare sui passeggeri e ad accoltellarli. Lo afferma la polizia, secondo cui gli attentatori sono stati poi "neutralizzati". Le squadre di soccorso intervenute hanno dichiarato il decesso di un uomo di circa 60 anni, riporta il sito del Jerusalem Post. Almeno 16 passeggeri sono rimasti feriti, sei in modo grave, riporta Radio Israele.Non si ferma dunque l'Intifada dei coltelli. Quattro passanti israeliani sono stati pugnalati da un assalitore palestinese nel centro di Raanana (a nord di Tel Aviv), nel secondo attentato palestinese della mattinata in quella città. Lo riferisce la polizia secondo cui anche in questo caso l'assalitore è stato "neutralizzato".Sempre a Ranana era avvenuto il primo accoltellamento della giornata, quando stamattina un residente di Gerusalemme Est ha aggredito un israeliano a una fermata dell'autobus ed è stato fermato dai passanti, che lo hanno steso a terra; in questo caso sono rimasti feriti l'aggressore e la vittima.In un comunicato, Hamas si felicita per la Intifada dei coltelli, ossia per gli attacchi anti-israeliani avvenuti oggi a Gerusalemme e a Raanana. Sul web è apparso un poster in cui le Brigate al-Qassam (ala militare di Hamas) si dicono pronte "a scacciare gli occupanti". La regione sta vivendo un'ondata di violenze dal 1° ottobre, quando due coloni ebrei sono stati assassinati in Cisgiordania: a quell'episodio sono seguiti rivolte e disordini, oltre che una serie di accoltellamenti il cui bilancio è di 32 morti, di cui 28 palestinesi e quattro israeliani (escluse le vittime di oggi).