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FORUM DI MINISTRI E SOCIETA' CIVILE. La Germania affronta il vero scandalo pedofilia

Da Berlino Vincenzo Savignnano giovedì 22 aprile 2010
No alle strumentalizzazioni e a pericolose generalizzazioni, sì alla concretezza e alla collaborazione costruttiva tra tutti i soggetti coinvolti. È la strada che intende percorrere la Germania per affrontare con decisione la complessa questione degli abusi sessuali sui minori. «Purtroppo è un fenomeno che colpisce gran parte della società tedesca ed occidentale», sottolineò il cancelliere Angela Merkel alcune settimane fa, quando lo scandalo degli abusi colpì nel profondo l’intera opinione pubblica tedesca. Lo stesso concetto è stato ribadito ieri da Christine Bergmann, il Commissario straordinario per gli abusi sessuali sui minori, nominato dal Consiglio dei ministri del governo federale. Nata a Dresda 71 anni fa, cresciuta nella Germania comunista, dopo la caduta del Muro è entrata a far parte della Spd; brillante la sua carriera politica, culminata con la nomina a ministro della Famiglia del governo federale dal 1998 al 2002. «So che mi attende un lavoro difficile, ma sono certa che raggiungeremo dei risultati concreti, anzi li abbiamo già raggiunti. Abbiamo creato un gruppo di lavoro, autonomo ed indipendente, dal 9 aprile è stato attivato un numero verde rivolto a tutti coloro che sono stati coinvolti in storie di abusi sessuali su minori, ma anche a chi semplicemente intende ricevere delle informazioni». Rispondono alle domande, che potranno anche essere inviate via fax o per e-mail, psicoterapeuti, assistenti sociali, educatori e insegnanti. «In questo modo avremo la possibilità di comprendere l’entità del fenomeno, raccoglieremo dati e le domande più frequenti. Cercheremo di aiutare le vittime ma anche chi compie abusi. È un primo passo verso la chiarezza». Il secondo sarà compiuto domani quando al ministero federale della Famiglia a Berlino si svolgerà la prima tavola rotonda sugli abusi sessuali sui minori. Oltre alla Bergmann, a rappresentare il governo ci saranno i ministri della Famiglia, Kristina Schröder (Cdu), dell’Istruzione, Annette Schavan (Cdu) e della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Fdp). Ci saranno rappresentanti delle vittime di abusi, della scuola e di tutte le istituzioni coinvolte. Tra le istituzioni anche la Chiesa cattolica, che sarà rappresentata dal vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, che lo scorso 25 febbraio è stato nominato dalla Conferenza episcopale tedesca responsabile centrale per gli accertamenti sui casi di abusi sessuali compiuti da religiosi cattolici su bambini e adolescenti nei decenni scorsi in Germania.«Sarà l’occasione per un primo confronto costruttivo – ha sottolineato la Bergmann – saranno formati due gruppi di lavoro. Il primo dal titolo “Prevenzione, intervento e informazione” sarà guidato e organizzato dal ministero della Famiglia, ma un ruolo fondamentale lo svolgerà anche la scuola. È nostra intenzione sensibilizzare l’intero mondo scolastico sulla questione, pensiamo anche di introdurre lezioni obbligatorie di educazione sessuale. Il secondo tavolo di lavoro sarà presieduto dal ministero della Giustizia e si occuperà dell’aspetto prettamente giuridico della questione, in particolare del riconoscimento delle sofferenze di minori vittime di abusi sessuali». Insomma la Germania si muove unita, con un impegno trasversale, per fronteggiare il fenomeno degli abusi sessuali e la Chiesa intende svolgere il suo ruolo con trasparenza: ieri lo stesso vescovo Ackermann ha rilevato «che in passato ci sono stati errori di comunicazione». Inoltre, la Conferenza episcopale dal 30 marzo ha già avviato un numero verde, al quale i fedeli possono rivolgersi per informazioni sulla questione degli abusi sessuali.