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Germania. Il vincitore Sholz in cerca di governo. E Laschet accenna a fare opposizione

Vincenzo Savignano, Berlino mercoledì 29 settembre 2021

Olaf Scholz, il vincitore, al parlamento tedesco. Ora inizia la difficile fase di costruire un'intesa per il governo

Precedenza al Semaforo per far ripartire la Germania. A 72 ore ore dal voto, il popolo del Paese più ricco, potente e popoloso dell’Unione Europea attende i primi colloqui esplorativi tra Verdi e liberali per conoscere il proprio destino politico.

A rompere gli indugi ieri sono stati gli ambientalisti tedeschi: «Siamo disposti a parlare con tutte le forze democratiche del Parlamento, c’è tanto da discutere e da fare. Ma possiamo dire che è più probabile che venga realizzata una coalizione di governo semaforo (rosso-giallo-verde)», ha sottolineato Anton Hofreiter, il capellone biondo di tante battaglie politiche dei Verdi. Quando bisogna alzare la voce o prendere posizioni forti il partito ambientalista più importante d’Europa di solito lascia parlare lui: «Come abbiamo sottolineato spesso in questa campagna elettorale abbiamo molti punti in comune con i socialdemocratici, pochi con l’Unione Cdu/Csu. Con i liberali ci sono delle distanze ma siamo pronti per iniziare a parlare, il Paese aspetta delle risposte».

Secondo indiscrezioni dei media tedeschi, il candidato cancelliere della Spd, Olaf Scholz, avrebbe chiesto personalmente ai leader dei Verdi, Annalena Baerbock e Robert Habeck e ai principali rappresentanti dei liberali della Fdp, Christian Lindner e Wolfgang Kubicki, di iniziare a trattare per sciogliere i nodi che potrebbero impedire una coalizione.

I due partiti restano su posizioni diametralmente opposte sul tema della gestione delle finanze pubbliche in Germania e in Europa. Nei colloqui esplorativi ci si dovrà confrontare sul patto di stabilità, sulla messa in comune del debito, su flessibilità o controllo dei conti. Se ne capirà di più su questi temi, che interessano anche a Roma e Parigi, quando si saprà chi ricoprirà a Berlino il ruolo chiave di ministro delle Finanze. Ma sul tavolo delle complicate trattative anche le politiche per il clima, il cavallo di battaglia dei Verdi.

Per dare il via libera alla riduzione della CO2 sarebbero pronti a chiudere un occhio anche sulle tasse ai più ricchi, ma Annalena Baerbock non vuole rinunciare ai temi sociali: salario minimo e aiuti per le famiglie. Il poker delle consultazioni e anche delle poltrone è appena iniziato. Oggi, dopo i primi colloqui esplorativi, le prime risposte e forse un primo via libera all’accensione del semaforo, la prima coalizione a tre rosso-giallo-verde nella storia tedesca.

Per alcuni analisti, ma anche per Armin Laschet , la porta per un esecutivo a guida democristiana non è ancora chiusa. Ma nell’Unione Cdu/Csu si vivono ore turbolente. Nel pomeriggio di ieri si è svolta a Berlino un’infuocata riunione del gruppo parlamentare Cdu/Csu. «Abbiamo perso. Punto», avrebbero urlato alcuni deputati Cdu. I media non escludevano un clamoroso passo indietro di Armin Laschet – che ieri per la prima volta ha evocato una possibile opposizione – da presidente del partito. Ma per ora il grande sconfitto di queste elezioni non molla. È stato stabilito che Ralph Brinkhaus resterà come capogruppo dell’Unione Cdu/Csu per i prossimi sei mesi, lasciando aperta la possibilità a Laschet di svolgere colloqui esplorativi con le altre forze.

Al termine della riunione del gruppo parlamentare Cdu/Csu i deputati hanno dato il via libera a colloqui esplorativi con Verdi e liberali aprendo concretamente all’ipotesi di collaborazione con queste due forze politiche. Laschet ora ha sei mesi di tempo per trattare perché Brinkhaus è stato confermasto come capogruppo al Bundestad dell’Unione Cdu/Csu fino al 30 aprile 2022.